Preferenze, se anche Cerno parla di tradimento di una parte della maggioranza vuol dire che è suonata la campana
Il direttore Tommaso Cerno (nella foto) sul Giornale scrive che la bocciatura dell’emendamento sulle preferenze rappresenti soprattutto il tradimento di una parte della maggioranza, i cui parlamentari avrebbero votato contro il governo nel segreto dell’urna senza assumersene pubblicamente la responsabilità. A suo giudizio, la conseguenza più grave è che gli elettori continueranno a non scegliere direttamente i propri rappresentanti, lasciando ai partiti il controllo della selezione della classe politica attraverso le liste bloccate. Secondo l’autore, le obiezioni tradizionalmente rivolte alle preferenze sono pretestuose, poiché questo sistema continua a essere utilizzato nelle elezioni comunali, regionali ed europee. Il vero timore della politica, sostiene, sarebbe quello di restituire agli elettori un potere effettivo nella scelta dei parlamentari. Per Cerno, la sconfitta parlamentare costituisce sì un colpo per il governo, ma offre anche alla destra l’occasione di distinguere chi sostiene una maggiore partecipazione popolare da chi preferisce conservare il controllo delle segreterie di partito. L’autore riconosce alla sinistra la coerenza di essersi opposta apertamente alle preferenze, mentre giudica più grave il comportamento degli esponenti della maggioranza che hanno contribuito alla bocciatura dell’emendamento senza dichiararlo. Conclude chiedendo che i parlamentari del centrodestra che hanno votato contro escano allo scoperto e spieghino pubblicamente le ragioni della loro scelta, sostenendo che chi agisce per convinzione politica non dovrebbe nascondersi dietro il voto segreto.





