Ponte Morandi, quel 14 agosto del 2018 non deve ripetersi
Renato Brunetta*.
Otto anni fa il crollo del Ponte Morandi spezzava 43 vite e feriva Genova e l’Italia intera. Nel giorno del ricordo di una tragedia così sconvolgente, il pensiero va anzitutto alle vittime e ai loro familiari, il cui dolore non può essere lenito da nessuna sentenza, nemmeno quelle di primo grado arrivate in questi giorni per i dirigenti pubblici e privati ritenuti, a vario titolo, responsabili del disastro. La ricostruzione in tempi rapidi del viadotto sul Polcevera, snodo fondamentale per la Liguria e per l’intero sistema logistico nazionale, ha dimostrato che l’Italia sa fare presto e bene, e quella stessa capacità va ora messa al servizio di una sfida più grande: dotare il Paese di una vera “cultura della manutenzione”. Un patrimonio infrastrutturale che ha superato i 60 anni di vita, costruito con materiali che degradano più rapidamente di quanto si prevedesse, chiede cura costante e programmata, a cominciare dagli edifici scolastici, che custodiscono per molte ore al giorno i nostri giovani, per arrivare alle opere strategiche per la competitività, dalle strade ai porti agli aeroporti. La manutenzione è un investimento che genera occupazione qualificata, allunga la vita delle opere, accresce il valore del patrimonio pubblico e tiene insieme i territori, perché le infrastrutture sono un organismo interdipendente in cui ogni opera vive delle altre. La sicurezza, a partire dalla tutela dei lavoratori e dei cittadini, è il primo volano della crescita economica e culturale del Paese. Prendersi cura di ciò che abbiamo costruito significa creare valore per chi verrà. Perché un altro 14 agosto 2018 non debba più ripetersi.
*Renato Brunetta è presidente del Cnel


