Parte la campagna “PMA per tutte” per una proposta di legge di iniziativa popolare
Openonline, il giornale fondato da Enrico Mentana, lancia la campagna per porre fine alle barriere d’accesso alla procreazione medicalmente assistita (PMA). C’è un momento nella vita di una donna in cui il desiderio di un figlio – o la consapevolezza di non volerlo affatto – fa capolino nella quotidianità. Questo sentire, sempre più spesso, si scontra con una realtà strutturale che non agevola il percorso verso la genitorialità: dall’età sempre più avanzata in cui si inizia concretamente a cercare una gravidanza, fino alle barriere d’accesso alla procreazione medicalmente assistita (PMA). Per le coppie eterosessuali, la lunghezza delle liste d’attesa nel sistema pubblico, i costi elevati del settore privato, la carenza cronica di gameti e la profonda disomogeneità territoriale rappresentano ostacoli concreti, che un Paese con un tasso di natalità tra i più bassi d’Europa non può più permettersi. Ostacoli che, paradossalmente, le donne single e le coppie omogenitoriali non incontrano, per il semplice fatto che in Italia l’accesso alle tecniche è loro vietato a monte. Una legge voluta dal governo Berlusconi nel 2004, priva di fondamenti scientifici e dai tratti fortemente anacronistici, nega ancora oggi il diritto alla genitorialità basandosi sullo stato civile e sull’orientamento affettivo. Proprio per scardinare questo impianto ha preso ufficialmente il via la raccolta firme per la proposta di legge di iniziativa popolare “PMA per tutte”, promossa dall’Associazione Luca Coscioni insieme a decine di organizzazioni della società civile.
L’obiettivo della mobilitazione è quello di raccogliere 50mila firme entro sei mesi per depositare in Parlamento una riforma che modifichi l’articolo 5 della legge 40/2004. Attualmente, la normativa italiana restringe l’accesso alla PMA alle sole coppie eterosessuali maggiorenni, coniugate o conviventi. Questa esclusione colpisce una platea potenziale enorme: secondo le stime Istat, le sole donne single di età compresa fra i 30 e i 46 anni in Italia sono circa 2 milioni e 400mila. A queste poi si devono aggiungere le coppie di donne.
La campagna ha come volto e testimonial l’ex calciatrice della Nazionale Alia Guagni, diventata madre single in Spagna proprio a causa dei divieti italiani. Questa iniziativa rappresenta l’ultimo tassello di un percorso ventennale che ha visto la Corte Costituzionale smantellare progressivamente i pilastri più rigidi della legge 40, come il limite di fecondazione di tre gameti, il divieto di fecondazione eterologa e l’esclusione della diagnosi genetica preimpianto per le coppie portatrici di patologie ereditabili. La stessa Consulta ha chiarito che non sussistono ostacoli costituzionali all’estensione della PMA alle single e alle coppie dello stesso sesso, demandando l’intervento correttivo alla responsabilità del Parlamento.





