Parigi, tre donne accoltellate a Porte de Clichy è l’aggressione che dice: “Mi ha mandato Allah per ucciderle”
Ariel Piccini Warschauer.
Un’aggressione improvvisa, violenta e mirata ha ripiombato la capitale francese in un clima di profonda apprensione e sgomento. Tre donne sono rimaste ferite nel corso di un attacco a colpi di coltello sferrato in pieno giorno nei pressi di Porte de Clichy, un’area ad alta densità di passaggio situata nel XVII arrondissement, nella zona nord di Parigi. L’aggressore, un uomo di 31 anni di origine araba, è stato bloccato e arrestato sul posto grazie al tempestivo intervento delle forze dell’ordine, sollecitate dalle urla dei passanti che hanno cercato nei limiti del possibile di rallentare la sua corsa e mettere in salvo le persone presenti.
I fatti si sono consumati nel giro di pochissimi minuti, trasformando una normale mattinata di quartiere in una scena di panico collettivo. L’uomo, armato di due coltelli da cucina con lame di notevoli dimensioni, si è scagliato con ferocia direttamente contro le passanti, senza che tra lui e le vittime vi fosse stata alcuna discussione pregressa e senza alcun tentativo di rapina. Tra le persone colpite figurano tre donne di 19, 24 e 36 anni; una delle vittime principali, secondo quanto emerso dalle prime ricostruzioni dei soccorritori, sarebbe in stato di gravidanza. Due delle ferite hanno riportato lesioni profonde all’addome e alla schiena e sono state trasportate d’urgenza in ospedale in condizioni serie, mentre la terza ha riportato tagli più lievi, venendo prima medicata sul posto e poi trasferita in struttura per ulteriori accertamenti.
In diversi filmati amatoriali girati dai testimoni presenti e rapidamente diffusi sui social media, si vedono i momenti concitati immediatamente successivi all’aggressione. Nel video si nota l’uomo a terra, bloccato a fatica dagli agenti di polizia con le mani ancora chiaramente macchiate di sangue e le due armi da taglio lasciate a poca distanza sull’asfalto. Durante le fasi del fermo, l’aggressore, apparso in evidente stato di alterazione, ha continuato a urlare a gran voce frasi di odio contro la Francia e l’Occidente, rivolte anche ai poliziotti e ai curiosi che si erano radunati attorno al perimetro di sicurezza: “Allah mi ha mandato per uccidere delle donne” e ancora “È stato Allah a ordinarmelo e io ho eseguito i suoi ordini”.
Dalle prime verifiche condotte celermente dalle autorità transalpine, il trentunenne risulta essere già noto ai servizi sanitari e alle forze di polizia per un quadro clinico estremamente complesso, caratterizzato da gravi e pregressi disturbi della sfera psichiatrica, almeno così si è affrettato a dichiarare il ministro dell’Interno. La Procura di Parigi ha aperto un’inchiesta con l’ipotesi di reato di tentato omicidio, affidando il prosieguo degli accertamenti al primo distretto della Polizia Giudiziaria. Contestualmente, la Procura nazionale antiterrorismo (PNAT) ha avviato uno stretto contatto con gli investigatori sul campo per valutare con la massima cautela se vi siano gli elementi idonei per assumere la titolarità delle indagini o se, come appare probabile dalle prime evidenze, l’episodio sia da ricondurre primariamente al gesto isolato di un soggetto affetto da un grave scompenso mentale.





