Monte dei Paschi, non sarà un derby ma è caccia all’ultimo voto per l’assemblea degli azionisti
Banca Mps porta al voto dei soci la fusione con Mediobanca, le offerte su Banco Bpm e Banca Generali, la distribuzione di riserve in denaro e azioni del Leone oltre alla conferma dei consiglieri Alessandro Caltagirone e Gianluca Brancadoro. Il consiglio di amministrazione, riunito sotto la presidenza di Cesare Bisoni, ha deciso a maggioranza dei presenti di integrare la convocazione dell’assemblea del 29 ottobre, aggiungendo una parte ordinaria a quella straordinaria già prevista. L’appuntamento è alle 10 a Siena, nella sede di viale Mazzini. Lo scrive il Quotidiano Nazionale.
Sarà un passaggio di particolare rilievo per il riassetto del gruppo e le operazioni annunciate dal Monte. Al primo punto figura il progetto di incorporazione di Mediobanca in Mps. Seguono la scissione parziale di Mediobanca Premier a favore di Widiba e la scissione mediante scorporo di Mps a favore della stessa Mediobanca Premier. Ma al centro dell’assemblea ci saranno le due offerte pubbliche di scambio volontarie sulla totalità delle azioni ordinarie di Banco Bpm e Banca Generali. A fine ottobre, insomma, i soci del Monte dovranno infatti decidere se dare il via libera al piano alternativo all’Opas di Intesa Sanpaolo, votando l’offerta per Banco Bpm e Banca Generali e il dividendo da 4 miliardi che verrà staccato qualora almeno una delle due Ops andasse a segno. Ai soci sarà chiesto di delegare il consiglio ad aumentare il capitale a servizio delle operazioni: le deleghe, distinte per le due offerte, potranno essere esercitate entro il 31 dicembre 2027, in una o più volte, con esclusione del diritto di opzione e mediante conferimenti in natura.
“Non sarà un derby”, ha spiegato l’ad di Mps, Luigi Lovaglio che continua a guardare con attenzione alle mosse di Crédit Agricole, primo azionista di Bpm. Ma senza una maggioranza di almeno il 66,6% del capitale presente in assemblea, necessaria per superare i vincoli della “passivity rules” e per dare il via libera alle due Ops, la conquista di Siena da parte di Intesa sarebbe tutta in discesa. Lovaglio, che dovrebbe contare sul 3-4% di Plt Holding e dell’imprenditore Giorgio Girondi, dovrà spendersi anche con i proxy advisor Iss e Glass Lewis, le cui valutazioni orienteranno una parte dei fondi, nell’assemblea di Intesa schierati compatti a favore dell’Opas.
Sul fronte della governance, due votazioni separate riguarderanno la nomina di Gianluca Brancadoro e Alessandro Caltagirone, dopo la cooptazione deliberata l’8 settembre. Intanto, sul consolidamento bancario arriva il richiamo del presidente di Federmeccanica, Silvano Simone Bettini che a Firenze, durante una conferenza, ha sottolineato come le aggregazioni degli ultimi vent’anni abbiano creato due grandi gruppi. “Come fa una banca – ha spiegato, riferendosi pur senza citarla a Intesa – che oramai vede le cose da “una certa quota” a poter dare una “risposta all’azienda che è ancora piccola o all’artigiano. Io chiedo alla politica di essere consapevole che un po’ di competizione nel nostro Paese fa bene, perché altrimenti chi ci rimette sono i più piccoli”.





