Blog - Stefano Bisi
Fondato da Stefano Bisi
Q8
Economia

Monte dei Paschi, da dove ripartire per l’interesse di Siena, della Toscana e del Credito

Stefano Bisi.

“La partita non è finita” ha detto più volte l’ad di Banca Monte dei Paschi Luigi Lovaglio prima e dopo l’assemblea degli azionisti che ha bocciato le proposte del cda di Rocca Salimbeni, ma nell’attesa del triplice fischio finale che potrebbe consegnare il plurisecolare istituto a Intesa Sanpaolo e Unipol qualcosa, o molto, può essere fatto. Alcune riflessioni di queste ore sottolineano che tra tante voci flebili, poche urla e abbozzi di piattaforme è mancata la cabina di regia.

Dopo qualche gaffe iniziale (incontro alla zittina in Comune e riunione segreta all’associazione senese degli industriali con gli emissari di Intesa) le istituzioni locali e la Regione Toscana erano riuscite ad agire in armonia. Poi al governatore Eugenio Giani sono sembrate molto rassicuranti le aperture del capo di Intesa Carlo Messina e del presidente di Unipol Carlo Cimbri e sono cominciati i primi sfilacciamenti, fino ad arrivare all’improvvida e sconclusionata posizione del numero uno della Fondazione Monte dei Paschi Riccardo Coppini. Sullo sfondo la speranza nel coniglio del cilindro di Lovaglio che ha abituato ai miracoli, ma come disse lo stesso amministratore delegato il giorno del Mangia, bisogna aiutare la Madonna ad aiutarci. “Aiutati che Dio ti aiuta” voleva dire. E c’è da scommettere che i suoi sforzi non mancheranno, ma che cosa possiamo fare? Ancora qualcosa o molto.

Il “buttarla in politica” è sbagliato da una parte e dall’altra e l’unione comunale del Pd e il sindaco Nicoletta Fabio lo hanno fatto. Dimentichiamoci queste uscite fuori posto. E scordiamoci pure che l’invocazione di un Patto per Siena, per la Toscana e per il Credito, settore vitale per la vita del Paese, sia venuto da persone che accanto al nome e cognome hanno l’appartenenza a un partito o a uno schieramento politico e valutiamo la proposta che fanno. Sostengono che i problemi da affrontare ora richiedono unità d’intenti, una visione precisa. L’unità di intenti dovrebbe riguardare tutti, cioè enti territoriali, altre istituzioni come Università e Camera di Commercio, Fondazione e Banca. Anche i sindacati e piccoli azionisti possono essere coinvolti in un fronte dove c’è bisogno di pacatezza ma anche di sbaiardare. Purtroppo in questo schieramento c’è una debolezza evidente ed è rappresentata dal presidente della Fondazione Mps Coppini che ha già detto “Viva Intesa” e quindi non può giocare con la maglietta “Siena-Toscana-Credito”. C’è chi ha paura che il defenestramento di Coppini aprirebbe il fronte della successione, ma meglio una veloce litigata per scegliere il sostituto o la promozione della vicepresidente Monica Barbafiera che tenere al proprio posto chi si è rivelato non adatto a ricoprire un ruolo che in questa fase era ed è simbolicamente fondamentale.

Q8
Iscriviti
Notificami
guest
0 Commenti

Altre notizie da ECONOMIA

Tutte →