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Molinari: “Tagliare rapporti con chi si riconnette a ideologie violente del passato”. E Vannacci lascia la Lega

“Torino è stato il laboratorio ideologico in cui sono nate le grandi culture politiche del secolo scorso, la cultura liberale e la cultura socialista. Torino è stata la capitale industriale di questo Paese e di conseguenza è stata anche la capitale delle giuste rivendicazioni sociali e sindacali per i diritti dei lavoratori. Ecco, di questa Torino purtroppo oggi non si parla più. Oggi Torino è purtroppo nota solo come la capitale dell’antagonismo violento e dell’antagonismo eversivo, e questo non capita per caso. Capita perché negli ultimi decenni c’è stata una copertura, una connivenza di chi ha avuto responsabilità politica di guidare Torino e certi ambienti”. Lo ha affermato il capogruppo della Lega alla Camera, Riccardo Molinari (nella foto) intervenendo dopo l’informativa alla Camera del ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, sugli incidenti di sabato scorso a Torino.

“Pensiamo -ha aggiunto- agli ultimi 20 anni delle violenze No Tav, coccolati e giustificati da partiti che siedono in Parlamento e che hanno amministrato quella città. Ma parliamo anche di Askatasuna, perché fino a poche settimane fa e stavamo qua a discutere del fatto che l’amministrazione Lorusso volesse legalizzare l’occupazione del centro sociale e non penso che fosse necessario arrivare a vedere un poliziotto preso a martellate per terra per capire che c’era qualche problema con Ascatasura”. 

“E allora, se vogliamo davvero tutti quanti creare un clima, per cui sul tema della sicurezza che non ha bandiera politica si possa lavorare tutti insieme, è necessario che chi ha sempre protetto e coperto certi atteggiamenti rescinda questo filo in maniera netta, senza dubbio. Ma visto che il tema non riguarda solo una parte, l’autocritica – ha concluso Molinari- la faccio anche dalla parte nostra. È necessario che anche dalla parte nostra ci sia il coraggio di tagliare ogni tipo di rapporto con chi, con parole, azioni, simbologie, si riconnette a ideologie violente e sconfitte dalla storia del passato, che non possono avere luogo e che non possono creare un clima di leale collaborazione, che è quello che serve oggi per dare sicurezza al Paese”.

E nel tardo pomeriggio Roberto Vannacci annuncia: “Lascio la Lega”. Da giorni si parlava di questo possibile abbandono.

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