Michele Fiorini, la storia ci proietta nel futuro
Simonetta Losi.
“I ricordi sono voli brevi. Ritornare dalle parti del cuore.”Così inizia ogni puntata di Ricordi di Palio. Ma è un lungo volo, quello di Michele Fiorini, al quale oggi la sua città tributa il meritato, opportuno onore della Medaglia d’Oro. Conoscenza, appartenenza, memoria, identità, passione, autenticità. Intorno a queste parole chiave ruotano la vita e l’opera di Michele Fiorini, classe 1970, una vita con la Torre del Mangia come perno e come punto di riferimento. L’itinerario che lo ha portato qui, oggi, comincia nell’infanzia. Michele si nutre di trasmissione orale dei ricordi, delle narrazioni del nonno Sandro Traballesi e di quelle degli anziani della Contrada, la Contrada Priora della Civetta alla quale appartiene da innumerevoli generazioni. Si forma attraverso la lettura dei testi cardine del Palio, fra i quali i libri del padre Alberto – uno studioso che tante pagine ha dedicato alla storia della nostra Festa. Il giovane Michele Fiorini si divide tra lo sport e la Civetta, per la quale ha ricoperto i ruoli di addetto ai giovani, addetto ai protettori, segretario di società, guardia-fantino, collaboratore del giornale “Il Civettino”. Ha vestito per decine di volte la montura della sua Contrada in Piazza, ha avuto l’ambìto incarico di essere mandato a prendere il cavallo. Le azioni rispecchiano pienamente la personalità di un ragazzo con forti valori familiari, che ci piace sottolineare: l’amore per i nonni Sandro e Mammola Traballesi, autrice di preziosi diari; per i genitori Bruna Traballesi – madre dolce e determinata – e Alberto, per la sorella maggiore, Federica; per i figli Alessandro e Francesco, ai quali ha trasmesso con l’esempio, con la presenza e con gli atti l’attaccamento entusiasta alla Contrada. La sua vita è caratterizzata da un insieme di passioni vissute sempre in profondità: nello sport è stato un giocatore di basket e di calcio; è un pescatore esperto. Quasi tutti i bellissimi bassotti che vediamo zampettare in città portano l’imprinting dell’allevamento Mammola, creato e portato avanti da Michele con amorevoli cure. Siena è stata una scelta, anche dal punto di vista professionale, con la rinuncia costante a varie opportunità di studio o lavorative che lo avrebbero allontanato da lei, linfa vitale di un organismo che, se trapiantato, non avrebbe dato i frutti che oggi possiamo anche noi cogliere. Michele Fiorini è un uomo con un carattere forte, schietto, animoso, poco incline alle mezze misure. Come nella balzana, nelle cose importanti per lui c’è o il bianco o il nero. Accanto a un temperamento focoso, deciso, fiero e restio ai compromessi – e per questo a volte ritenuto “scomodo” – c’è una grande e a tratti celata, introversa e quasi timida, profonda sensibilità, che lo rende un amico prezioso, fidato e leale, un uomo generoso con slanci di grande umanità, a tratti schivo di fronte alle lodi, anche quando sa di meritarle pienamente. Torniamo indietro nel tempo, agli anni Settanta.
Ci piace immaginare Michele ragazzino, fermo per ore davanti alla televisione a guardare le vecchie carriere, con stupore ed emozione. Le immagini scorrono sotto i suoi occhi che registrano date, fatti, nomi di cavalli e di fantini, e piano piano fanno crescere e maturare la passione e il culto della memoria. Si compone un mondo di imprese epiche e di umane debolezze, di gloria e di disillusione, dove trova ampio spazio anche la tenerezza per i barberi che si sono dati alla corsa con le loro caratteristiche e la loro personalità animale. Nomi e soprannomi di protagonisti a due e a quattro zampe diventano, per Michele, persone di casa. Ma il flusso delle immagini non si arresta, come il tempo. Un tempo che passa inesorabile, eppure lascia tracce, come impronte di zoccoli sul tufo: immagini in movimento di vivi che sbandierano, che sorridono, che gioiscono; uomini e donne con abiti eleganti di un’altra epoca, ma con un cuore identico al nostro, perché le emozioni e la passione non hanno età e non passano mai di moda. Incrociando gli sguardi di quei senesi lontani, nelle loro posture, nelle loro azioni, tutti noi li riconosciamo come gente nostra. Dal desiderio impellente e infaticabile di fermare il tempo, di custodire quelle esistenze e quei fatti trascorsi affinché entrino nella memoria collettiva e non si disperdano come lacrime nella pioggia, nasce in Michele Fiorini una sete di conoscenza inesauribile: lo struggimento per un passato più o meno lontano diventa amore, e l’amore genera il bisogno di conoscerlo, di farlo rivivere e di custodirlo.
Comincia così, con l’urgenza, la determinazione e la dedizione proprie delle grandi passioni, l’esigenza di registrare e catalogare tutto ciò che esiste sul Palio, sulle Contrade e su Siena – a partire dagli archivi di Canale 3 Toscana, per uscire poi ben presto dalle mura e dai confini nazionali. Per decenni Michele indaga a 360 gradi, ovunque e presso chiunque, raccogliendo e conservando in modo lungimirante migliaia di ore di girato sul Palio e su Siena, documentari stranieri, fotografie, pellicole, documenti difficilissimi da reperire, anche in sinergia con la Moviement dell’amico Riccardo Domenichini. A questa forma di ricerca storica Michele Fiorini affianca, fin dagli anni Novanta, un’opera di produzione e divulgazione, spesso affiancato dall’amico di sempre Massimiliano Senesi. Michele realizza interviste e film celebrativi per le vittorie della sua Civetta. Le sue immagini catturano le emozioni, le fissano e le restituiscono di nuovo, attraverso filmati datati e moderni in cui ogni contradaiolo può ritrovare se stesso. La raccolta, la catalogazione, il trasferimento su supporti moderni e la conservazione di foto, filmati, voci, documenti inediti e rari permettono ai ricordi di continuare a vivere, di andare “Oltre il tempo” — per citare il titolo di un documentario, trasmesso anche dalla Rai, che è stato il primo dedicato interamente ai Senesi dell’aldilà. La memoria non muore, le persone non muoiono, finché sopravvivono nel ricordo di chi attraversa, per il tempo che gli è concesso, l’esistenza. La ricerca di Michele Fiorini ha, all’inizio, il tratto del collezionista; ma la generosità e la passione che debordano dal suo animo lo spingono da subito alla condivisione, a far diventare il passato un patrimonio culturale dell’intera comunità senese. Michele è divenuto così il depositario della storia e della cultura del Palio, delle Contrade e della Città, alla quale ha garantito la salvezza, la conservazione, la trasmissione e la divulgazione della propria eredità di ricordi. Una memoria che è bene comune, e che Michele esprimendo il lato migliore della Senesità concepisce, coerentemente, nel più puro spirito che anima le Contrade: quello generoso del volontariato, quello del “dare”, dello spendere e dello spendersi in prima persona per realizzare qualcosa di bello, di utile e di grande a beneficio di tutti, del bene comune, di un bene comune concreto. Filmati e foto, pubblicati sulle piattaforme digitali, trovano un pubblico grato ed entusiasta, che da anni tributa apprezzamento e affetto a Michele Fiorini, alle storie che racconta e al modo partecipe di narrarle: ed è questo, insieme al rigore storico, che tiene tante persone incollate a lungo davanti a uno schermo. Tutto ciò avviene a Siena, ma va ben oltre i confini della città. Le puntate dedicate a fantini, dirigenti, personaggi del popolo, barberi, sono viste anche extra moenia, arrivando a senesi lontani o ad appassionati che le seguono all’estero.I ricordi che Fiorini ha raccolto, i Ricordi di Palio e di Siena danno il nome all’Associazione fondata da Michele – anima del sodalizio – e da un gruppo persone che operano condividendo la stessa passione per la civiltà e le tradizioni senesi. Questa enorme raccolta – che, come tutte le grandi opere, è in perenne costruzione – costituisce un patrimonio inestimabile per Contrade e per la città intera, messo sempre gratuitamente a disposizione di chi lo chiede. Michele Fiorini e l’Associazione sono divenuti un punto di riferimento, un fondo e una fonte imprescindibili per chiunque voglia avvicinarsi e immergersi nella storia del Palio e dei suoi protagonisti. L’enorme mole di immagini e filmati dell’archivio di Michele Fiorini e di Ricordi di Palio non è soltanto un tesoro materiale: da essa scaturisce, prepotente, il patrimonio immateriale — inestimabile — di Siena. Tutto il passato delle Contrade, dei popoli di Siena, delle carriere non rivive unicamente nei secoli trascorsi. Vive nel nostro tempo, cammina sulle nostre gambe, nei nostri sguardi, nelle nostre parole, soprattutto nelle emozioni che ci legano a coloro che hanno cambiato dimensione ma sono ancora presenti. Siena è una città dove non si muore mai davvero, finché ci saranno mani, sguardi, volontà, intenti amorevoli capaci di accarezzare il passato e di uscire da una dimensione dalla quale, in fondo, non siamo mai separati: dove il “mai più” si trasforma in “per sempre”. Vale la pena, in un giorno come questo, chiedersi che cosa sia davvero la memoria — perché il lavoro di Michele Fiorini ne è, forse più di ogni discorso, la migliore illustrazione. Esiste un fortissimo legame fra identità, memoria e appartenenza. La memoria costruisce l’identità e con essa si conferma l’appartenenza. Il legame intimo e profondo con la nostra patria del cuore nasce proprio da questo intreccio. Apparteniamo a un luogo, a una lingua, a delle persone perché quei luoghi e quelle persone abitano la nostra memoria, e ricordandoli li rendiamo parte di ciò che siamo. Un posto diventa “casa” non quando lo abitiamo fisicamente, ma quando questo comincia ad abitare noi: l’appartenenza è memoria che si è fatta radice. E tuttavia le radici, per quanto profonde, non sono catene. Proprio perché identità e appartenenza sono processi vivi: restano aperte al cambiamento e dunque al futuro. La memoria di un popolo o di una città è ciò che sopravvive alla morte dei singoli testimoni, un’architettura invisibile che tiene insieme generazioni che non si sono mai incontrate. Un contradaiolo che nasce oggi e uno che è morto un secolo fa non si sono mai parlati, eppure condividono gli stessi gesti, le stesse strade, gli stessi riti, le stesse emozioni. Questo è il miracolo laico della memoria collettiva, che rende contemporanei coloro che la storia ha separato.Ed è anche la magia di Michele Fiorini e di Ricordi di Palio. Un incantesimo che si percepisce chiaramente nelle innumerevoli serate che si sono svolte e si svolgono nelle Contrade, alle quali nel tempo hanno partecipato centinaia di persone, dove immagini, fatti, testimonianze e personaggi del passato dialogano con il presente. Ogni immagine salvata dall’oblio di un cassetto, ogni pellicola recuperata e digitalizzata, è una narrazione in cui ognuno si riconosce e che rinsalda il patto narrativo che tiene insieme la comunità, offrendo ai più giovani un volto, un gesto, un dettaglio concreto in cui specchiarsi e rinnovare il vincolo di eterna appartenenza.
Il lavoro di Michele Fiorini, in definitiva, non si limita a conservare il passato: costruisce continuamente il presente come luogo abitabile, e prepara il futuro come luogo riconoscibile. Ed è per questo, per il modo generoso, disinteressato e instancabile in cui ha saputo operare, per la sua autenticità, che oggi la Città di Siena consegna a Michele Fiorini la Medaglia d’Oro, festeggiato e abbracciato da Siena, da tutti noi senesi e contradaioli. Il verbo “ricordare” e la parola “ricordi”, con la quale abbiamo aperto questo intervento, hanno – da un punto di vista etimologico – uno stretto legame con il cuore e con la rivisitazione degli affetti profondi. Michele Fiorini proietta nel futuro la nostra storia e i nostri valori ma soprattutto – e questa è la cosa più importante – ci riconduce alla nostra dimensione più intima, più autentica, più umana. Grazie a Michele Fiorini ritorniamo, sempre, “dalle parti del cuore”.


