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Toscana

Lucca patria di musicisti

Amphitheater Square in Lucca city. Aerial view landscape. Tuscany. Italy. View from above

Roberto Pizzi.

Si è aperta il 3 ottobre, al teatro San Girolamo,  la rassegna della stagione musicale 2026 compresa nel progetto culturale Genius Loci Lucca ideato dal Teatro del Giglio Giacomo Puccini per valorizzare la tradizione lirica lucchese. Il concerto inaugurale “La musica è fatta per parlare al cuore dell’uomo”, ha visto impegnati i virtuosi musicisti  Alberto Bologni ed il pianista Simone Soldati. L’edizione 2026 è strutturata su un arco di 12 concerti, l’ultimo dei quali  si terrà sabato 28 novembre al Teatro del Giglio e renderà il doveroso omaggio a Giacomo Puccini, compositore conosciuto e apprezzato in tutto il mondo.

Si segnala nel nutrito programma di eventi anche la giornata di venerdì 23 ottobre (ore 19,00)nella Chiesa di Sant’Alessandro, dedicata a due musicisti lucchesi che furono straordinari compositori, recentemente e meritoriamente riscoperti dalla città dopo un lungo oblio: Francesco Xaverio  Geminiani e Francesco  Barsanti. Essi si affermarono nella società inglese e irlandese del XVIII secolo e a loro verrà dedicato il concerto dal titolo “Da Lucca a Londra: Geminiani e Barsanti – Percorso  musicale nell’Europa del Settecento”.

S propone in queste righe una loro breve biografia.

Francesco Barsanti era nato a Lucca verso il 1690; studiò dapprima all’università di Padova, ma non tardò ad abbandonare gli studi letterari per dedicarsi alla musica. Nel 1714 si recò a Londra, insieme a Francesco  Xaverio Geminiani ed entrò all’Opera come flautista.  Fu iniziato Massone verso il 1725 nella Loggia “Queen’s Heald” di Londra. Dopo diversi anni di residenza a Londra, accettò nel 1735 una ricca offerta di lavoro in Scozia. Approfittò del suo soggiorno  in questo paese per raccogliere una gran quantità di canzoni popolari alle quali aggiunse il basso. Verso il 1750 tornò a Londra, dove il cattivo stato dei suoi affari lo obbligò a sollecitare un posto di contraltista nell’orchestra dell’Opera e in quella di Vauxhall, sebbene fosse già in avanti con gli anni.  Nello stesso periodo pubblicò Dodici concerti per violino e Sei antifone nello stile di Palestrina, ma queste opere non gli offrirono che modeste risorse. Si spense a Londra nel 1772.

Francesco Xaverio Geminiani, era figlio di Giuliano, musicista, suo primo maestro, del quale prese il posto nella   Cappella Palatina di Lucca nel 1707. Dopo essere stato eletto direttore d’orchestra al Teatro dei Fiorentini dell’Opera di Napoli, ritornò a Lucca nel 1714. Perfezionatosi a Roma sotto la guida di Corelli, Scarlatti e di Lonati, in quell’anno lasciò l’Italia per trasferirsi a Londra, dove parteciperà alle attività della Philo-Musicae et Architecturae Societas Apollini, una importante società di concerti della capitale inglese, i membri della quale lo considerarono   “come il più grande violinista della (loro) epoca e compositore di grande merito”. Nella metropoli inglese (1725)  fu iniziato alla Massoneria  ed è considerato il primo italiano a fare parte di questa associazione. Nel 1726 pubblicò un arrangiamento per Concerto Grosso delle prime sei sonate per violino op. 5 di Corelli, un chiaro tributo al suo celebre maestro,  che volle dedicare al re Giorgio I. L’operazione riscosse un tale successo che tre anni dopo pubblicò la seconda serie, con la celebre Follia, che rimane uno dei suoi lavori più eseguiti ai giorni nostri. Geminiani si distinse anche nella scrittura di ben sei trattati di teoria musicale, tecnica violinistica, clavicembalistica tra i quali possiamo annotare l’ Art of Playing the Violin del 1751, che è il primo e uno dei più importanti trattati per violino del diciottesimo secolo, stampato, durante la vita di Geminiani, in tre edizioni inglesi ed una francese.

Dal 1733 al 1740 visse a Dublino (dove morì nel 1762) in una splendida casa che disponeva anche di una sala da concerti. A Parigi compose  e fece rappresentare “La Forêt enchantée”, spettacolo coreografico tratto dalla “Gerusalemme Liberata” del Tasso.

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