L’Italia non esce dalla procedura di infrazione dell’Unione Europea e Giorgetti è rammaricato
Il rapporto fra Deficit e Pil italiano resta al 3,1%. A comunicarlo è stato l’Istat e non è assolutamente una buona notizia per l’Italia, e per il governo, che resta sotto procedura di infrazione Ue con limitazioni alla prossima manovra economica. Ne parla il Quotidiano Nazionale.
Nel 2025 l’economia italiana ha registrato una crescita del Pil dello 0,6%. Allo sviluppo ha contribuito la domanda nazionale al netto delle scorte (per +1,6 punti percentuali) mentre la domanda estera netta ha presentato un apporto negativo (per -0,7 punti), così come la variazione delle scorte (per -0,3 punti). Una serie di dati che portano il rapporto tra deficit e Pil al 3,1%.
“Prendiamo atto, non senza rammarico, dei dati definitivi espressi dall’Istat sul rapporto Deficit-Pil 2025. Purtroppo l’Italia non uscirà anticipatamente già quest’anno dalla procedura di infrazione per deficit eccessivo, come avevamo sperato, ma, coerentemente con i dati già espressi nel Dfp, questo potrà accadere nel 2027”. Così in una nota il rammarico del ministro dell’economia e delle finanze Giancarlo Giorgetti.
La procedura d’infrazione economica della Ue è una misura che l’Europa adotta nei confronti dei Paesi dell’Unione che hanno un eccessivo indebitamento. L’obiettivo è portare i parametri sotto: il 3% per il rapporto disavanzo/Pil e 60% per il rapporto debito/Pil. Per farlo occorre che gli Stati tengano sotto controllo le spese e l’indebitamento. Restrizioniche rendono dunque più difficile il reperimento di risorse per le Manovre economiche.
“A scanso di equivoci: qui nessuno vuole festeggiare il mancato raggiungimento di un deficit/pil 2025 sotto il 3%. Però dobbiamo dirci al verità: come volevasi dimostrare, solo con la crescita si tengono i conti in ordine. I dati Istat di oggi certificano che aver fatto quattro anni di austerità a colpi di avanzo primario, e quindi di tagli e tasse, e aver imbellettato i conti con escamotage vari, come la riclassificazione in bilancio dei crediti d’imposta edilizi, ha portato al nulla: deficit ancora sopra il 3%, debito pubblico in aumento e pressione fiscale da record, nonostante in piccola variazione al ribasso per il 2025. Per questo assume ancora più forza il messaggio che arriva da Nova e che ancor di più facciamo nostro: servono massicci investimenti pubblici e un vero taglio delle tasse per rimettere il Paese su una traiettoria di crescita. Oggi più che mai il ministro Giorgetti deve guardarsi allo specchio e trarne tutte le dovute conclusioni”. Lo dichiarano in una nota i parlamentari M5S delle Commissioni Bilancio e Finanze di Camera e Senato.
Salvini: “Surreale”
“È surreale nel 2026 che la seconda potenza industriale d’Europa, la quinta potenza esportatrice al mondo, debba dipendere da meccanismi e logiche dello ‘zero virgola’ per capire se può o non può investire nel suo futuro”. Lo afferma il ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini, intervenendo alla presentazione della relazione annuale dell’Art. “So che i colleghi giornalisti in Italia, e non solo, saranno impegnati nel commentare lo 0,1 perché per lo 0,1 l’Italia non esce dalla procedura di infrazione” ma “non sarà questo 0,1 a condizionare o a limitare la nostra voglia di investire, innovare, mettere in sicurezza”, assicura il ministro.





