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Intelligenza artificiale

L’intelligenza artificiale sta ampliando la distanza tra potere tecnologico e politica

Neuromarketing - Artificial Intelligence Applied to Marketing - Area of Marketing Communication that Applies Neuropsychology and Neuroscience to Market Research - Conceptual Illustration

Walter Veltroni sul Corriere della Sera sostiene che il rapido sviluppo dell’intelligenza artificiale stia ampliando la distanza tra un potere tecnologico sempre più capace di determinare il futuro delle società e una politica progressivamente impoverita e incapace di governarne gli effetti. Veltroni osserva che, mentre le Big Tech progettano tecnologie destinate a trasformare il lavoro, la conoscenza, le relazioni umane e perfino le condizioni dell’esistenza, il discorso politico regredisce verso la semplificazione, la propaganda e la ricerca immediata del consenso. Si determina così una divisione dei ruoli nella quale la politica rischia di diventare subordinata ai grandi poteri tecnologici privati. Veltroni individua nel lavoro uno degli effetti più immediati di questa trasformazione: automazione, veicoli autonomi, droni e robot stanno sostituendo attività umane senza che sia chiaro quali nuove occupazioni potranno compensare quelle perdute. Ma considera ancora più grave l’accelerazione dell’intelligenza artificiale e i rischi che essa potrebbe comportare. Richiama gli allarmi provenienti dalle Nazioni Unite, da scienziati e dagli stessi protagonisti dell’industria tecnologica per sostenere la necessità di rallentarne lo sviluppo e introdurre adeguate misure di sicurezza. Il problema, secondo Veltroni, è che le grandi imprese tecnologiche dispongono ormai di risorse e capacità d’intervento superiori a quelle di molti governi, mentre la politica appare troppo debole per imporre regole efficaci. Veltroni conclude che la regolazione dell’intelligenza artificiale costituisce una delle principali sfide politiche del nostro tempo e richiede istituzioni sovranazionali capaci di governarla. L’Europa ha tentato di stabilire regole per conciliare innovazione, libertà e qualità della vita, ma questa impostazione è minacciata dall’avanzata dei populismi e dalla resistenza delle Big Tech. Di fronte al rischio che il potere tecnologico prevalga definitivamente su quello democratico, Veltroni auspica un movimento mondiale di denuncia e proposta capace di restituire alla politica il compito di orientare lo sviluppo tecnologico nell’interesse collettivo.

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