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Libertà di dissenso e sicurezza devono stare insieme e la prima è la condizione di esistenza della seconda

Il Quotidiano Nazionale ha intervistato Giorgio Gori, ex sindaco di Bergamo, oggi europarlamentare del Pd sui fatti di Bologna.

Il sindaco Matteo Lepore ha sbagliato il sindaco di Bologna a convocare la piazza per chiedere giustizia per Abderrahim Fakir?

“No, credo che Matteo Lepore abbia interpretato il sentimento di un’ampia parte della città per manifestare un cordoglio dovuto, per dare voce alla famiglia di Fakir e per chiedere verità e trasparenza. Se non l’avesse fatto la manifestazione degli antagonisti ci sarebbe stata lo stesso e, anzi, avrebbero avuto il monopolio dello spazio pubblico. Ci sono state due distinte manifestazioni ed è sbagliato e strumentale porre in capo al sindaco la responsabilità di quello che è successo nella seconda. Rispetto a questa penso, però, si debba essere assolutamente fermi nel condannarla e nel chiedere che i responsabili siano individuati e puniti. Sono sedicenti antagonisti di sinistra che colgono qualunque pretesto per mettere a ferro e fuoco le città, come già accaduto, sempre a Bologna, per una partita di basket”.

Secondo lei c’è stata troppa tolleranza da parte della sinistra rispetto a quest’area antagonista?

“In alcuni casi si è tollerato, in altri ci si è illusi che il rapporto con queste frange di estremisti si potesse gestire, anche attraverso forme di accordo con le istituzioni, come per esempio si è tentato di fare a Torino. I fatti però dimostrano che non c’è spazio per questo e c’è invece la necessità di essere molto severi nel punire i responsabili delle violenze”.

Come si può garantire la sicurezza mantenendo uno spazio per l’espressione del dissenso?

“La destra propone uno scambio: meno libertà in cambio della sicurezza. Io invece sono convinto che sicurezza e libertà debbano stare insieme e che, anzi, la prima sia la condizione di esistenza della seconda. Per salvaguardare il diritto a manifestare e garantire nel contempo la sicurezza serve molta professionalità da parte delle forze dell’ordine e un fortissimo raccordo tra quest’ultime e le istituzioni civili”.

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