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Le tecnologie digitali e lo spazio di libertà che si restringe

Marino Longoni su Italia Oggi scrive un articolo poco rassicurante sulle tecnologie digitali: “Internet, le tecnologie digitali, sono state vissute, ai loro esordi, come formidabili strumenti di comunicazione, di libertà, di democrazia, di partecipazione. Ora queste speranze sembrano evaporate, sprofondate dentro incubi di controllo sociale da Grande fratello orwelliano. Soprattutto nei regimi autocratici si sono trasformati in un formidabile strumento di controllo dell’informazione, di propaganda, di repressione delle minoranze e di distorsione della rappresentazione pubblica della realtà ad opera di chi detiene le leve del potere. E’ quanto succede ogni giorno in Russia e in Bielorussia, per esempio. O in Iran, dove un gruppo di fanatici religiosi riesce a tener testa all’opposizione di gran parte della popolazione. Anche in occidente la storia va nella direzione di un sempre maggio controllo sociale, attraverso gli algoritmi dell’intelligenza artificiale e dei social network, le telecamere di sorveglianza, il controllo sui dati bancari e le transazioni economiche, gli spazi di libertà e di autonomia si restringono ogni giorno di più. Sembra che il mondo intero sia incamminato a grandi passi verso un modello cinese: controllo sociale ferreo, garantito sempre di più proprio dalle tecnologie digitali, in cambio di ordine e disciplina. E controllo delle menti grazie alle attività di informazione e intrattenimento sempre più pervasive e sottili governata dalle poche aziende che gestiscono pe piattaforme digitali. Il risultato, che si incomincia già ad intravvedere, sembra essere quello di un modo sempre più diviso tra pochissimi super ricchi e super potenti e la massa della gran parte delle persone sempre più passive e trascinate dai flussi mainstream. Con una classe media, quella che era stata finora la spina dorsale della democrazia, in lenta, inesorabile estinzione. L’Intelligenza artificiale, i computer quantistici, la bioingegneria consentiranno progressi scientifici e tecnologici straordinari nei prossimi anni, non c’è dubbio. Il punto critico resta però quello di società che saranno sempre più asservite, controllate, eterodirette da chi queste straordinarie tecnologie sarà in grado di dominare. Agli altri – conclude la riflessione – resterà forse il sogno irrealizzabile di rifugiarsi in una casa nel bosco”.

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