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Cultura

L’Arte Reale di coltivare la Terra: storia, simboli e segreti dell’Ancient Order of Free Gardeners

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Marcella Matelli.

Quando si parla di società iniziatiche e confraternite nate nelle isole britanniche, la mente corre immediatamente alla Massoneria. Eppure, nell’ombra dei maestosi giardini scozzesi del Seicento, è fiorito un ordine speculare, dal fascino squisitamente botanico e rurale: l’Ancient Order of FreeGardeners (l’Antico Ordine dei Liberi Giardinieri). Fondata come corporazione professionale e trasformatasi nel tempo in una società di mutuo soccorso dai tratti esoterici, questa confraternita ha attraversato i secoli lasciando tracce indelebili nella storia della filantropia e persino nel nostro Risorgimento.

Le radici dell’ordine affondano nel cuore del XVII secolo, in una Scozia in piena trasformazione che vive l’influenza  del Rinascimento, per cui la nobiltà locale iniziò a modernizzare le proprie tenute, richiedendo la progettazione di giardini complessi e la cura di piante esotiche importate da tutto il mondo. Questa improvvisa domanda generò la necessità di percorsi formativi rigidi e portò gli esperti del settore ad auto-organizzarsi.

Le testimonianze scritte più antiche rivelano la profondità di questo legame: se i celebri Bloom-Vowsrisalgono addirittura al 1603, i regolamenti ufficiali della Haddington Lodge del 1676 sanciscono la nascita formale della fratellanza.

Con l’arrivo del XIX secolo e l’avvento dell’industrializzazione, l’ordine spostò il suo baricentro verso il mutuo soccorso e l’assicurazione sociale, offrendo sussidi ai membri malati o alle vedove. Tuttavia, il XX secolo portò con sé un lento declino della confraternita  e nel 1956, per evitarne l’estinzione, lo statuto della Gran Loggia scozzese venne ufficialmente trasferito a Città del Capo, in Sudafrica, dove l’ordine poté ritrovare nuova linfa.

Se la Massoneria (Freemasons) trae i suoi miti dai costruttori del Tempio e dagli strumenti dei muratori, i Liberi Giardinieri (Free Gardeners) sviluppano un sistema rituale totalmente indipendente, incentrato sulla coltivazione della terra e sul profondo legame spirituale tra l’uomo e la natura.

In effetti il percorso iniziatico previsto si snoda attraverso tre gradi principali a partire dalla condizione di  Apprendista che trova il suo focus  sulle figure bibliche di Adamo ed Eva nel giardino dell’Eden, quale  rappresentazione dell’uomo nel suo stato primordiale di armonia. Successiva è la dimensione che ricopre il Compagno d’Arte, colui che è  legato a Noè e alla rinascita della terra dopo il Diluvio, impegnato  in particolare sulla coltivazione della vigna e l’apprendimento delle scienze. Infine ecco il Maestro Giardiniere, epigono di  Salomone  e curatore del paesaggio sacro attorno al Tempio di Gerusalemme. L’apparato simbolico dei Giardinieri è straordinariamente ricco. L’emblema principale fonde insieme la squadra, il compasso e il coltello da potatura (pruning knife), lo strumento operativo per eccellenza del perfetto botanico. Nei loro paramenti, dominati da grembiuli finemente ricamati con motivi floreali, spicca l’acronimo P.G.H.E che indica i nomi dei quattro fiumi dell’Eden (Pison, Gihon, Hiddekel/Tigri ed Eufrate), che nella narrazione  rappresentano la purificazione del candidato e la diffusione della conoscenza e della virtù in ogni angolo del mondo profano.

Interessante ricordare che, sebbene l’ordine maschile sia rimasto storicamente legato al mondo anglosassone, il fascino della sua struttura e della sua simbologia superò i confini britannici, ispirando una delle pagine più romantiche ed eversive del nostro Ottocento: la Società delle Giardiniere.

Durante il Risorgimento, mentre gli uomini si univano alla Carboneria, le donne della borghesia intellettuale italiana decisero di fare la loro parte per la causa patriottica. Presero in prestito il nome dei Free Gardeners per fondare una società segreta femminile speculare. Per non destare i sospetti delle autorità straniere e dello Stato Pontificio, le affiliate si incontravano alla luce del sole nei parchi delle ville patrizie, simulando una tranquilla passione per la botanica. Tra una potatura e lo studio di un fiore, le Giardiniere tessevano in realtà le trame dei moti risorgimentali, nascondendo messaggi cifrati, curando i latitanti e finanziando la causa dell’Unità d’Italia.  Oggi l’Ancient Order of Free Gardeners ha smesso i panni della segretezza per trasformarsi in una vibrante associazione no-profit e di conservazione storica. Attraverso portali ufficiali e una rete internazionale, l’ordine sopravvive con logge attive nel Regno Unito, negli Stati Uniti, in Australia e nelle Filippine. A distanza di secoli, il messaggio dei Liberi Giardinieri resta immutato: coltivare la propria interiorità, proteggere la conoscenza e far fiorire la solidarietà umana, proprio come si farebbe con il più prezioso dei giardini.

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