L’appello di Schlein all’unità del centrosinistra subito smentito dai fatti
Il direttore Maurizio Belpietro su La Verità scrive che l’appello di Elly Schlein all’unità del centrosinistra, lanciato durante la manifestazione di Napoli, sia stato immediatamente smentito dai fatti. Oltre all’assenza di alcune forze centriste dal palco, osserva l’autore, la presenza di contestazioni da parte di esponenti dei centri sociali e di Potere al Popolo avrebbe evidenziato le profonde divisioni interne all’opposizione. Secondo Belpietro, il problema non è tanto costruire un’alleanza elettorale quanto riuscire a governare insieme dopo un’eventuale vittoria. A sostegno della sua tesi richiama i precedenti governi di Romano Prodi: quello nato nel 1996, caduto dopo il ritiro dell’appoggio di Fausto Bertinotti, e quello del 2006, conclusosi con la crisi provocata dal caso Clemente Mastella. Quelle esperienze, ricorda, portarono a una successione di governi fino al ritorno al potere del centrodestra nel 2008. L’editorialista ritiene che oggi la situazione sia ancora più complessa, perché il centrosinistra, a suo giudizio, non dispone né di un candidato premier condiviso né di un programma comune, mentre restano incerti anche i confini della coalizione. Al posto delle vecchie figure divisive, scrive, si affacciano nuovi protagonisti, dai leader di Alleanza Verdi-Sinistra a Matteo Renzi, fino ad altri possibili aspiranti a un ruolo di primo piano. Belpietro conclude che le divisioni sarebbero strutturali nel centrosinistra e destinate a riemergere anche in caso di successo elettorale. Richiama inoltre la caduta del secondo governo Conte, attribuita al ritiro del sostegno da parte di Renzi, e si chiede se il leader del M5S sia disposto a correre nuovamente lo stesso rischio pur di tornare a Palazzo Chigi. Secondo il giornalista, un eventuale governo guidato dall’attuale opposizione avrebbe conseguenze negative per il Paese.





