L’Antitrust rompe il silenzio e ipotizza misure correttive su quota Generali in operazione Intesa-Monte dei Paschi
Il gruppo bancario italiano Intesa Sanpaolo potrebbe dover adottare misure correttive di natura comportamentale per garantire che la partecipazione indiretta che acquisirebbe in Generali a seguito della proposta di acquisizione di Banca Monte dei Paschi di Siena, rimanga un “mero investimento finanziario”. Lo ha dichiarato il presidente dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato Saverio Valentino, secondo quanto riporta Mlex, media specializzato del settore. Proprio ieri l’ad di Banca Monte dei Paschi aveva parlato del ruolo dell’Antitrust in questa vicenda.
È “essenziale” evitare che l’entità risultante dalla fusione acquisisca “qualsiasi potere di influenzare il comportamento” di Generali, ha detto Valentino. Nei giorni scorsi il ceo di Intesa Sanpaolo, Carlo Messina, ha assicurato, a valle dell’operazione, indipendenza “assoluta per Generali” e “piena fiducia” nel lavoro dell’Antitrust.
Le misure correttive di natura comportamentale impongono restrizioni alle modalità operative della società risultante dalla fusione, mentre quelle di natura strutturale, come la cessione di attività, modificano gli asset posseduti dalla società stessa.
“Nelle aree commerciali dove vi è una significativa sovrapposizione tra le attività delle società”, la cessione di filiali rappresenta “la soluzione necessaria”, ha aggiunto il presidente Antitrust. L’operazione di Intesa prevede peraltro un accordo con Unipol per la cessione del marchio Mps e 635 filiali di cui 445 sono state individuate in via definitiva. L’autorità le ha cpsì escluse dalla propria valutazione. Anche le restanti 190 filiali dovrebbero essere cedute,” ma la loro individuazione è ancora provvisoria e potrebbe essere modificata per risolvere le sovrapposizioni a livello locale” scrive Mlex.





