L’ambizione-scommessa di Calenda di costruire una coalizione autonoma dai due poli
Mentre il dibattito politico nazionale si ripiega nella consueta e stanca contrapposizione bipolare tra il centrodestra di governo e un campo largo perennemente in cerca d’autore, scrive il Riformista, Carlo Calenda prova a sparigliare le carte con una mossa politica tanto ambiziosa quanto cinica. La decisione di costruire una coalizione autonoma dai due poli principali e di candidarsi alla presidenza del Consiglio in vista delle elezioni politiche del 2027 può essere una strategia studiata per sfruttare al meglio i meccanismi della nuova legge elettorale.
Il perno dell’operazione è il premio di maggioranza legato al raggiungimento della soglia del 42%. In un quadro elettorale sempre più frammentato, centrare questo obiettivo potrebbe rivelarsi difficile per entrambi i principali schieramenti. Se nessuna coalizione raggiungesse la soglia prevista per l’assegnazione del premio, il sistema funzionerebbe su base proporzionale, senza l’attribuzione del premio di maggioranza. È proprio in questo spazio politico che il leader di Azione intende inserirsi, con l’obiettivo di negoziare da una posizione di forza e trasformarsi nel proverbiale ago della bilancia. Per dare concretezza al suo progetto, Calenda lavora alla costruzione di un cantiere politico composito, con l’obiettivo di federare realtà civiche, riformiste ed europeiste. In questo mosaico potrebbero assumere un ruolo di primo piano realtà come Spazio Pubblico, fondata da Pina Picierno, ed Europeisti.eu, animata da Piercamillo Falasca e Davide Nahum. A queste potrebbero aggiungersi altri soggetti dell’area riformista, come la neonata Federazione dei Riformatori.
La strategia di Calenda si fonda su una scommessa precisa: che l’attuale maggioranza non disponga dei numeri necessari per governare autonomamente. Calenda e i suoi alleati puntano a proporsi come interlocutori privilegiati qualora prendesse forma questo secondo scenario e a presentarsi come un’alternativa capace di rafforzare il peso di Forza Italia all’interno della coalizione e di contribuire a spostare il baricentro della maggioranza verso il centro d





