La sconfitta di Trump è un monito per Meloni
Alessandro De Angelis su La Stampa vede nella sconfitta di Donald Trump alle elezioni americane di metà mandato un segnale della capacità della democrazia di reagire agli eccessi del potere e alla propaganda sovranista. Pur ritenendo prematuro parlare di un’inversione di tendenza globale, l’autore sottolinea come il voto abbia evidenziato il fallimento delle promesse economiche del trumpismo, soprattutto agli occhi di una classe media colpita da inflazione e carovita. Secondo De Angelis, il risultato americano rappresenta un monito per Giorgia Meloni, il cui governo condivide con Trump alcuni riferimenti ideologici.
L’aumento dei costi energetici e le conseguenze della guerra con l’Iran pesano anche sugli italiani, mentre l’esecutivo avrebbe evitato di criticare apertamente le scelte della Casa Bianca, condizionato dal rapporto politico con il presidente statunitense. L’autore accusa inoltre la maggioranza di compensare le difficoltà economiche con battaglie identitarie su sicurezza e immigrazione. L’indebolimento di Trump potrebbe dunque offrire a Meloni l’occasione per rivedere la propria linea, privilegiando l’interesse nazionale rispetto alla fedeltà ideologica. Ma il voto americano, osserva De Angelis, interpella anche la sinistra italiana, ancora concentrata su leadership, primarie e alleanze. Negli Stati Uniti, sostiene, il successo democratico è arrivato grazie a una nuova classe dirigente, capace di rappresentare sensibilità differenti e di concentrarsi sulle condizioni materiali degli elettori. La lezione, conclude, è che per contrastare il populismo non bastano richiami astratti alla democrazia: servono proposte concrete su salari, costo della vita e bisogni sociali, accompagnate dalla disponibilità a rinnovare programmi e protagonisti.





