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La scheda del referendum come valvola di sfogo emotivo

“Siamo andati a votare su un tema specifico, di vitale importanza ma incomprensibile ai più. Perché quando siamo tormentati da assordanti rumori di fondo – guerre alle porte dell’Europa, costi dell’energia, incognite sul futuro globale – la nostra mente va in sovraccarico, e non ha abbastanza risorse per discettare di elezione dei togati. Di fronte a un testo complesso e a un contesto minaccioso, scatta la scorciatoia: si spegne l’analisi razionale e si accende l’istinto. L’elettore cancella la domanda incomprensibile (“Vuoi approvare il comma X?”) e la sostituisce con una più facile: “Come sto oggi? Ho paura del futuro?”. Così, la scheda si trasforma in una valvola di sfogo emotivo. Pretendere che milioni di persone valutino un dispositivo di legge in modo asettico mentre sentono il mondo tremare sotto i piedi è umanamente impossibile”. E’ il commento di Claudio Velardi sul Riformista.

La scheda del referendum come valvola di sfogo emotivo

Il 24 marzo di 82 anni fa

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