La Sassonia può attendere, il generale Vannacci respinto con perdite
Paolo Mazzanti su InPiù commenta le elezioni suppletive di Reggio Calabria. La Sassonia può attendere. Alle elezioni suppletive per la Camera di Reggio Calabria Vannacci si presentava per la prima volta col suo simbolo e con un candidato competitivo e molto conosciuto, Domenico Giannetta, già capogruppo in Regione per Fi. Aveva dunque alzato molto le aspettative, anche perché il centrodestra presentava un candidato “paracadutato” da Roma, Fabio Roscioli, tesoriere di Fi molto legato a Marina Berlusconi. Pregustando il colpaccio, Vannacci si era spinto a proclamare “Reggio Calabria sarà la nostra Sassonia”, pensando di poter replicare il successo di Afd nella regione tedesca. Invece deve accontentarsi di un 7-8%, che non sarebbe neanche male se lui non avesse alzato troppo l’asticella. Roscioli, a spoglio ancora in corso, veleggia attorno al 55% tra il giubilo dei suoi sponsor locali: il neo sindaco di Reggio Cannizzaro, il presidente della Regione Occhiuto e pure l’immancabile Lotito che, oltre alla Lazio, possiede pure la Reggina. Resta al palo il candidato di centrosinistra Benedetto, che raccoglie attorno al 35% e che sperava di spuntarla tra i due litiganti di destra.
Nel risultato ha inciso anche la bassissima affluenza, attorno al 22% dei votanti (60 mila elettori sui 300 mila chiamati alle urne), che dovrebbe essere un ennesimo campanello d’allarme per i partiti e per tutti coloro che hanno a cuore la partecipazione democratica. Ma in fondo ai partiti va anche bene che votino solo i loro militanti. Vuol dire anche che Vannacci, almeno a Reggio Calabria, non ha pescato nell’astensione e nel voto d’opinione. La tornata elettorale fa tirare un sospiro di sollievo al centrodestra e al governo.





