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La Rocca ardimentosa accerchiata da editorialisti, analisti raffinati e potenti azionisti che da sempre non gradiscono l’Anomalia Monte

Stefano Bisi.

Mancava l’editorialista di Repubblica Massimo Giannini nell’assedio al Monte dei Paschi, l’istituto di credito che ha avuto l’ardire di conquistare addirittura Mediobanca e poi di azzardare l’acquisizione di Banco Bpm e Banca Generali. E non solo: il suo ardimentoso condottiero Luigi Lovaglio nella primavera appena sbocciata è riuscito a riconquistare la guida di Rocca Salimbeni, con somma sorpresa (in rima) di editorialisti, raffinati analisti e anche potenti azionisti del Monte dei Paschi, che lo avevano già mandato a godersi una buona pensione nella natia Lucania o nella dotta e godereccia Bologna dove e cresciuto e ha studiato, molto.

Giannini ha ideato una simpatica conversazione con un Banchiere Anziano che, parola più parola meno, ha detto che il piano del Monte è come minimo azzardato e non passerà i controlli di Consob, l’autorità di vigilanza a cui si è già rivolta Intesa Sanpaolo, il cui “nome e cognome” ci compare ad ogni tg, pubblico e privato, sullo sfondo dei personaggi stellari che partecipano al Meeting di Rimini di fine agosto.

Ma i più anziani, banchieri e non, sanno che l’attacco al Monte non è il primo. Ricordano bene che il fondatore di Repubblica, Eugenio Scalfari, nei primi anni di vita del quotidiano si distinse per la critica forte alla banca lottizzata dai partiti che la governavano attraverso le nomine del Comune di Siena, della Provincia e del Comitato interministeriale del credito e il risparmio. Ora che, con qualche distinguo e caduta di stile, il Monte dei Paschi prova a rompere l’accerchiamento riparte la sarabanda sui senesi e toscani che non stanno al passo con i tempi, che non gradiscono il libero mercato e così via. E si è assistito all’ingresso in scena, tra gli altri, del Senesone e del presidente della Fondazione Crfi Bernabò Bocca che hanno esaltato le qualità di Intesa Sanpaolo. Poi è arrivata l’intervista rassicurante del presidente di Unipol Carlo Cimbri che ha “scoperto” che Siena sarà il centro del mondo anche nel futuro polo bancario. L’esternazione è piaciuta così tanto al presidente della Regione Toscana Eugenio Giani da far somigliare il commento del governatore ad una cotta adolescenziale. Non ha gradito l’intervista “rassicurante” di Cimbri il presidente di Italia Viva-Casa Riformista dell’area senese David Chiti. Il suo intervento è stato forte e chiaro: “Non siamo per nulla rassicurati”. Si attendono altre prese di posizione, come quelle che al tempo della tanto vituperata Prima Repubblica facevano uomini di partito, di ogni partito, per difendere quella che veniva considerata l’Anomalia Monte dei Paschi di Siena, la banca più antica del mondo.

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