La Repubblica, un quotidiano e la sua comunità
“Serve un giornale come Repubblica, libero, aperto, capace di cogliere e raccontare anche le contraddizioni del proprio campo, ma sempre con una collocazione chiara, quella voluta dal fondatore Eugenio Scalfari di cui proprio oggi ricorre il quarto anniversario dalla scomparsa. Un’eredità che è passata attraverso tutti i direttori fino a Mario Orfeo, che va ringraziato per il lavoro svolto. Repubblica è già cambiata insieme ai suoi lettori in questi cinquant’anni di vita. Lo farà ancora, per usare al meglio tutti gli strumenti possibili. La cura dell’edizione cartacea, il rafforzamento del sito, lo sviluppo delle opportunità che offre il giornalismo digitale. Ma non è il supporto che definisce o cambia il senso della missione di un giornale e il rapporto con la sua comunità. Succedono brutte cose intorno a noi, teniamoci stretti”. Il senso di un impegno lo scrive Stefano Cappellini, neo direttore di Repubblica.





