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La liberazione di Lucca nel settembre 1944, i Black warriors della divisione Buffalo

Piazza dell Anfiteatro in Lucca Italy

Roberto Pizzi.

In un recente articolo a firma di Luciano Luciani  di qualche giorno fa (titolo: Il 5 settembre del 1944, quando Lucca si liberò dal nazifascismo) si sono ricordati i soldati americani che per primi entrarono a Lucca, il 5 settembre 1944, i cosiddetti black warriors,  in gran parte afroamericani degli Stati del sud, che formarono  l’unica unità di colore operante in Europa durante la II guerra mondiale. Facevano parte della 92 ͣ  divisione di fanteria della 5 ͣ  armata americana,  nella quale, però, tutti gli ufficiali di grado superiore erano  bianchi. La Divisione aveva scelto il proprio nome traendolo dalla definizione dei pellirossa ai soldati di colore statunitensi, nel 1880: “Buffalo soldiers”, ovvero, soldati bisonte. La 92 ͣ   divisione contò 15.000 uomini ed era divisa in tre reggimenti: il 365° , il 370° e il 371. 

La Divisione si imbarcò dagli Stati Uniti per l’Italia il 15 luglio del 1944 . Vi giunse tre settimane dopo. Entrò in azione sulle sponde dell’Arno in prossimità di Cernaia.  Il 23/24 Agosto 1944, partecipò all’avanzata verso Lucca, raggiungendo l’ansa del fiume Serchio (vicino a Monte San Quirico) dove il fiume lascia il corso verso sud e svolta a ovest in direzione del mare. Il 4 settembre occupò il paese di Cerasomma, sopra Ripafratta. Il 5 settembre, partecipò alla liberazione di Lucca e il comando del reggimento fu dislocato in un albergo della città.

Dopo pochi giorni la divisione risalì la Valle del Serchio, lungo la Linea Gotica, a nord di Cutigliano. In seguito venne  spostata nella parte ovest sulla dorsale tirrenica. 

Dopo il fallimento dell’attacco in Garfagnana, a fine novembre 1944, insieme alla Divisione partigiana Lunense venne  dirottata nella parte ovest sulla dorsale tirrenica. Il suo impegno continuò poi a Seravezza. Lo smacco subito con l’attacco dell’8 febbraio al massiccio di Strettoia, a causa dei bombardamenti tedeschi dai cannoni Punta Bianca e dai mortai, provocò una profonda ristrutturazione. Dei tre reggimenti di colore, rimase aggregato alla Buffalo solo il 370 . Fu aggiunto un reggimento bianco di fanteria, insieme ad una delle più coriacee unità dell’Esercito degli Stati Uniti, il 442 Rgt. interamente composto da nippo-americani, appositamente richiamato dalla Francia. 

Il 5 Aprile 1945 la Bufalo ebbe l’ordine dell’ offensiva sul fronte tirrenico. Importante fu l’aiuto dei partigiani della Divisione Apuana,  che fornì guide valide alle truppe americane,   prevenne sabotaggi ai ponti, grazie alla perfetta conoscenza dei sentieri apuani e dette protezione al fianco destro delle trueppe americane. Il 10 aprile liberava Massa e il giorno dopo Carrara.

Il ruolo assegnato alla 92^ rimase comunque secondario. L’attacco per la liberazione delle due città apuane era un diversivo per distrarre le unità Tedesche dal fronte del 15° Gruppo di Armate sulla via dell’avanzata verso Bologna e quindi del Nord. Fra l’estate del 1944 e la primavera del 1945, in nessun momento gli alleati presero seriamente in considerazione la possibilità di una avanzata lungo la costa tirrenica,dal terreno troppo aspro e con una rete stradale povera. La 92° Divisione  Buffalo fu il prodotto della pressione che i leader afro-americani esercitavano sull’Amministrazione per vedere riconoscere un ruolo attivo dei combattenti neri, al fine del superamento della segregazione razziale che  era stata sempre latente in America e che si rifletteva anche nelle file dell’esercito. Gli alti vertici si domandavano come potere utilizzare il potenziale umano di colore senza provocare rotture all’interno delle Forze Armate. E nel complesso, i pregiudizi sull’efficienza nelle capacità di combattimento dei neri, non furono mai eliminati e a loro discriminazione sarebbe rimasta una costante, nonostante l’ottimo trattamento materiale riservato alle loro truppe: accurate e costanti visite mediche,  razioni alimentari da sogno, almeno se confrontate con quelle dei soldati italiani; gite premio di svago e per scopi culturali,  organizzate nelle pause dei combattimenti.

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