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La furia di Grillo sul Movimento 5 Stelle: “Volevano cambiare la politica e ha cambiato loro”

Il MoVimento 5 Stelle ha perso la sua identità e, soprattutto, quella “diversità” che lo aveva reso unico. Era nato per cambiare la politica ma poi la politica ha cambiato il MoVimento. Doveva ascoltare i cittadini e ha cominciato ad ascoltare i sondaggi. Doveva occuparsi del futuro e ha finito per occuparsi delle poltrone. Ma le domande che lo avevano fatto nascere sono ancora tutte qui. Con queste parole Beppe Grillo rompe un lungo silenzio politico e affida al suo blog un’articolata e durissima riflessione. 

Domande, risposte, programma e il ‘Palazzo’, storica metafora della politica. Beppe Grillo esce da un lungo silenzio, almeno sulle tematiche direttamente politiche, ed è intorno a quelle parole guida che sviluppa una riflessione, affidata al suo Blog, che torna a mettere nel mirino M5s, di cui è stato cofondatore e, fino alla traumatica rottura, Garante. 

Il MoVimento 5 Stelle ha perso la sua identità, soprattutto ha perso la sua ‘diversità'”, attacca allora Grillo – conservando la grafia con la V maiuscola simbolo del ‘Vaffa Day’ degli esordi – che incalza dicendo: “Osservare la trasformazione antropologica dei suoi protagonisti serve a poco, è il solito film, il nuovo che diventa vecchio, i rivoluzionari che scoprono i palazzi e le intenzioni che lastricano la strada per l’inferno, con tanto di pedaggio”. 

“Eppure – riprende – qualcosa deve essere ricordato, il MoVimento era nato da un sentimento popolare che continua a esistere, anche se chi avrebbe dovuto rappresentarlo ha smesso di ascoltarlo…”. 

Grillo sviluppa un’articolata disamina del ‘come eravamo’ e sembra tratteggiare un’indicazione di percorso per il futuro, dove sottolinea che “le domande sono rimaste, le risposte sono scomparse” e ribadisce che “il MoVimento era nato per affrontare tutte queste domande, poi ha cominciato a occuparsi di se stesso. Ma le domande – torna a dire – non sono scomparse, sono ancora fuori dai palazzi e aspettano qualcuno che provi a rispondere”. 

“Se pensiamo che il modello occidentale debba essere difeso, dobbiamo renderlo credibile, per farlo bisogna tornare ad ascoltare i cittadini, prima che la paura li consegni a modelli autoritari. Quando la democrazia smette di rispondere, arriva qualcuno che promette di farlo al suo posto, a volte indossa una divisa, altre volte controlla un algoritmo“, avverte Grillo che evoca anche l’altra parola guida, quando propone che “il programma dovrebbe partire da qui, dall’ascolto”.

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Mancini è il ct della Nazionale del

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