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La Freccia Rossa risale l’Italia: tra i segreti di Villa Borghese e il duello d’Argentina e i vip in gara

Ariel Piccini Warschauer.

C’è un momento preciso in cui la Mille Miglia smette di essere “solo” la rievocazione storica della corsa più bella e partecipata del mondo e diventa un’opera d’arte in movimento. Quel momento coincide con l’alba romana a Parco de’ Medici, quando il sole di giugno inizia a scaldare i cofani di gioielli d’altri tempi e gli equipaggi si lasciano alle spalle la Capitale per iniziare la grande risalita verso l’Adriatico. La quarta tappa della Freccia Rossa 2026, scattata questa mattina alle 6:00 in punto, sta portando la carovana da Roma a Rimini, attraversando il cuore verde dell’Umbria tra Terni, Foligno, Assisi e Gubbio, prima del traguardo in Romagna.

Dal punto di vista prettamente sportivo, l’edizione numero 44 sta regalando colpi di scena degni della sua fama. Chi si aspettava il solito monologo del bresciano Andrea Vesco, a caccia dell’ennesimo trionfo consecutivo in coppia con Fabio Salvinelli, ha dovuto fare i conti con la “garra” argentina.

Juan Tonconogy, “navigato” dalla moglie Barbara, sta firmando un’autentica impresa a bordo della sua Alfa Romeo. Nonostante un brivido e un problema tecnico accusato sul Passo dell’Abetone durante la discesa verso la Toscana, il regolarista argentino ha mantenuto i nervi saldi, chiudendo la passerella romana di ieri sera a Villa Borghese e via Veneto ancora saldamente davanti a tutti. “Vincerà chi ha la testa più fredda, ma in questo momento sono felice di essere davanti” ha commentato a caldo Tonconogy all’ombra dei pini di Roma.

Dietro la coppia argentina e il binomio Vesco-Salvinelli, resiste sul gradino più basso del podio virtuale l’equipaggio bresciano composto da padre e figlio, l’inossidabile duo Turelli-Turelli (con papà Lorenzo che a 83 anni suonati dà ancora lezioni di precisione millimetrica ai pressostati).

Ma la 1000 Miglia è anche, da sempre, la passerella ideale per il jet set, dove il fascino dei motori sposa quello dei volti noti dello sport e dello spettacolo. Quest’anno gli occhi sono tutti per la vettura numero 1000, che ha visto alternarsi al volante Carlo Gussalli Beretta e una splendida Melissa Satta, rimasta letteralmente stregata dall’accoglienza del pubblico e dai paesaggi italiani.

«Stamattina è stato pazzesco, siamo passati in città e paesini stupendi – ha raccontato Melissa Satta dopo il bagno di folla in Piazza del Campo a Siena – Oltre alla bellezza della gara, la 1000 Miglia è una bellissima opportunità per conoscere l’Italia fino in fondo. Si respira proprio la nostra storia».

Poco più indietro, la sfida si fa “da corsa” tra vecchie glorie del motorsport. Loris Capirossi, idolo della MotoGP su una vettura contrassegnata dal numero 169, e Giancarlo Fisichella, ex pilota Ferrari di Formula 1 che chiude il convoglio con il numero 352, stanno affrontando le fatiche del percorso con lo spirito di chi non ha mai perso il vizio della competizione. Tra i due ci sono oltre 180 auto di distacco, ma per entrambi ogni controllo orario vissuto tra la folla festante è un’emozione da Gran Premio.

Mentre le sponde dell’Adriatico si preparano ad accogliere i motori ruggenti per il finale di giornata a Rimini, la classifica resta cortissima e legata ai centesimi di secondo. Mancano ancora centinaia di chilometri prima del grande rientro di domani a Brescia, la Leonessa d’Italia da dove tutto è cominciato. Ma una cosa è già certa: tra il rombo dei dodici cilindri di Maranello, il fascino delle storiche Maserati A6 GCS e il calore di un intero Paese lungo le strade, la magia della Freccia Rossa ha fatto centro un’altra volta.

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