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La differenza tra il terrore di Modena e l’assassinio di Taranto

Perché la strage sfiorata a Modena innesca subito polmiche su integrazione, terrorismo e politica mentre l’omicidio senza ragione del bracciante Bakari Sako a Bari invece no? E’ la domanda che si pone Stefano Feltri su Appunti.

Francesco Strazzari commenta. Un atto compiuto da un sospetto musulmano negli Stati Uniti, nel decennio 2006-2015, ha quasi cinque volte in più di possibilità di essere etichettato come un atto terroristico rispetto a un atto perpetrato da un bianco Tutto questo ha a che fare con come classifica l’istituzione, con come procede il dibattito pubblico, con meccanismi di creazione di capri espiatori, di autoassoluzione, che hanno implicazioni molto importanti, per esempio nella sottostima piuttosto sistematica della pericolosità della violenza che viene dall’estrema destra.

L’Italia non è un Paese razzista, perché non si può usare un aggettivo per riassumere le attitudini di 58 milioni di persone, ma è sicuramente un Paese pieno di razzisti. Un Paese che di fronte ai fatti di cronaca riesce a esprimere un razzismo inconsapevole ma sistemico e politico.

Prendete due fatti di cronaca di questi giorni. L’auto sulla folla a Modena e la morte di un bracciante a Bari. In entrambi i casi c’è qualcuno che, senza ragione alcuna, usa violenza su degli innocenti.

A Modena però si inserisce subito la vicenda in uno schema di lettura iper-politico, a Taranto è cronaca, per le pagine interne dei giornali.

A Modena si cerca subito di capire se il responsabile della violenza, il 31enne Salim El Koudri, è un terrorista islamista, perché ha colpito come i simpatizzanti dell’ISIS che lanciavano furgoni e auto sulla folla.

Subito c’è la polemica sul fallimento dell’integrazione, sul problema delle seconde generazioni, sulle conseguenze di una immigrazione senza limiti.

A Bari i titoli dei giornali parlano soltanto di “baby gang”, la notizia è soltanto cronaca, non si registra la presenza delle istituzioni. Perché a Taranto la vittima si chiama Bakari Sako, viene dal Mali, e gli accusati dell’omicidio sono tutti bianchi, italiani che rispondono al nostro stereotipo dell’italiano…

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