Invasione di pista per il Palio di Siena, arrivate le prime multe
Invasioni di pista, persone sul tufo: esiste già un’ordinanza. “Certo, c’è sempre stata. C’è tutti gli anni. E sarà applicata”. Così il sindaco Nicoletta Fabio il 14 settembre scorso uscendo dal Comune dopo la riunione con i priori. “Se sarà applicata? Perché no? Certo che sì”, aveva ribattuto fermandosi a parlare con i giornalisti. Uno dei temi caldi del dopo Assunta – e più ampiamente, dell’intera stagione paliesca – quello dei (troppi) contradaioli sul tufo quando ancora il cavallo vittorioso non ha fatto scoppiare il mortaretto. A luglio quando l’Aquila ha interrotto il digiuno di 34 anni, ad agosto in occasione della vittoria del Nicchio. In questo caso l’ingresso in pista ha provocato la rovinosa caduta di Tittia. E scatenato un polverone di considerazioni, soprattutto in merito all’opportunità di un giro di vite su questa ’abitudine’ che scaturisce dal cuore dei contradaioli. Non è semplice, a volte frenarsi ma, appare indispensabile, anche alla luce di quanto accaduto, imprimere bene in mente la parola chiave per ogni contradaiolo: autoregolamentazione. Che vuol dire, di riflesso, anche tutela della Festa.
Il sindaco è stato di parola, scrive Laura Valdesi su La Nazione. Sono già arrivate infatti le prime sanzioni amministrative – per adesso sembra una ventina – per aver violato l’ordinanza firmata da Nicoletta Fabio. Rituale in occasione di ogni Carriera, ormai da anni, recita che “è vietato alle persone non autorizzate transitare o intrattenersi nella Pista del Campo, intorno al verrocchio, dietro al palco delle comparse, dietro ai materassi di San Martino , sotto i palchi, all’interno della recinzione di Fonte Gaia e alla bocca del Casato, ad eccezione delle persone autorizzate, in occasione delle prove regolamentate dei cavalli, delle prove e della corsa del Palio del 2 luglio (oppure del 16 agosto, ndr) dopo che la polizia locale e le forze dell’ordine abbiano provveduto a sgomberarla”. Le multe riguardano per il momento la Carriera di Provenzano. Sono giunte ad aquilini ma anche a persone di contrade diverse che non hanno osservato l’ordinanza sindacale. Va da sè che il numero potrebbe crescere ancora ultimata l’analisi dei filmati del Palio del 3 luglio. Poi toccherà al capitolo Assunta che potrebbe far lievitare considerevolmente la cifra di chi dovrà mettere mano al portafoglio perché non ha saputo resistere alla voglia di festeggiare.
La sanzione amministrativa pecuniaria che stanno ricevendo i contradaioli in questi giorni è di 519 euro. Dunque è rimasta invariata da lunghissimi anni se si considera che anche nel settembre 2016, anno del cappotto della Lupa, erano scattate multe a chi era sceso in pista prima dello scoppio del mortaretto e della conclusione dei tre giri di Piazza a luglio grazie alla documentazione video-fotografica. Anche all’epoca a ricevere la multa erano stati lupaioli che attendevano da 27 anni di esultare per la vittoria, compreso il vice barbaresco del cappotto. Un comportamento collegato ad un eccesso di astinenza piuttosto che alla volontà di mettere a rischio la Festa. Avvolgendo il nastro e andando ancora più indietro ecco che, sempre a fine settembre però del 2011, c’era stata una sentenza storica: discussa e vinta la prima causa, si disse all’epoca, intentata da un selvaiolo contro la multa del 2010 per essere sceso sul tufo prima dello scoppio del mortaretto. Il giudice di pace aveva accolto il ricorso archiviando la sanzione e compensando le spese legali. L’avvocato Stefano Marini si appellò ad un provvedimento del garante della privacy dell’aprile 2010 sollevando l’eccezione dell’illegittimità di usare immagini video-fotografiche per individuare un comportamento e identificare il soggetto che l’aveva tenuto mancando l’avviso a chi entra in una determinata area. Una curiosità per far comprendere quanto lontane siano le radici di queste sanzioni amministrative. Applicate, almeno stando alla memoria dei contradaioli, a fasi alterne. Come è stato anche di recente.
Le sanzioni, ovviamente, non rientrano nel capitolo della giustizia paliesca che dovrebbe cominciare a delinearsi dopo il 18 ottobre, quando i festeggiamenti della vittoria del Nicchio saranno terminati.





