Intercettare il disagio prima che diventi violenza
Paolo Mieli, nell’editoriale “Fattore tempo” sul Corriere della Sera, parte dal weekend di proteste nelle città italiane, molto più tranquillo rispetto agli scenari di violenza paventati nei giorni precedenti. Il dispiegamento a Milano di 500 paracadutisti della Folgore, con mezzi Lince e droni, può aver avuto un effetto deterrente, ma per Mieli strumenti militari di questo tipo devono restare eccezionali e non diventare la risposta abituale alle tensioni di piazza. Anche il fermo di Youssef Siher, attivista indicato come possibile leader del “Movimento 17 ottobre”, potrebbe aver contribuito a disarticolare la mobilitazione più radicale, sebbene il suo effettivo ruolo sia ancora da chiarire. Il punto centrale dell’editoriale riguarda però il futuro. Secondo Mieli, queste proteste non sono un fenomeno passeggero: malessere giovanile, difficoltà economiche, guerre e problemi di integrazione continueranno ad alimentare tensioni in Italia e in Europa. Per questo il governo dovrebbe abbandonare la logica dei decreti varati dopo ogni emergenza e costruire un piano organico per l’ordine pubblico, discusso in Parlamento, affiancandolo a una risposta politica capace di intercettare il disagio prima che si trasformi in violenza.





