Il tetto agli stranieri in classe alla fine ha partorito un topolino
Secondo InPIù, alla fine, questo tsunami del tetto del 30% di scolari stranieri in classe ha partorito un topolino: il governo ha trasformato in decreto legge (ma dove sono la necessità e l’ urgenza?) la circolare Gelmini del 2010 rimasta largamente inapplicata. Però il Ministro Valditara ha già messo le mani avanti: ci saranno deroghe nei casi in cui non sara’ possibile smistare gli alunni eventualmente in eccesso, in scuole vicine senza obbligare gli scolari a lunghi trasferimenti, perché il Quirinale ha ottenuto che sul “tetto” prevalga il diritto costituzionale all’istruzione. Ed è prevedibile che le deroghe saranno numerosissime, nelle zone ad alta intensità immigratoria. Quindi non cambierà gran che. Ci sarà qualche euro in piu’ per insegnanti di italiano “di sostegno” per i piccoli immigrati. E la domanda sorge spontanea: non bastava che Valditara cercasse di applicare in silenzio la circolare Gelmini di 21 anni fa, senza montare questa grancassa che ha un forte odore propagandistico e un amaro retrogusto razzista?
Del resto, il 54,5% degli insegnanti, secondo un sondaggio della rivista “Tecnica della scuola”, pensa che il “tetto” non funzionerà e sarebbe pure incostituzionale.Resta la norma della multa (da 200 a mille euro) per i genitori immigrati che non parlano l’italiano e rifiutino di frequentare i corsi per imparare la nostra lingua e per quelli (ma quanti e dove sono?) che mandano a scuole le figlie con il volto coperto da niqab o burka, cosa del resto già vietata dalla Legge Reale del 1975. Tuttavia, Meloni si e’ dichiarata orgogliosa di aver varato il decreto. Magari domani inventerà l’acqua calda. Sempre per decreto.





