Il presidente del Monte: “Mi aspetto una decisione favorevole all’assemblea degli azionisti”
La prima intervistada quando è diventato presidente arriva in un momento particolarmente intenso, a poco più di un mese dall’assemblea dei soci che comunque rappresenterà uno spartiacque. “Mi aspetto un voto favorevole, affinché gli azionisti mantengano la possibilità di poter decidere tra due opzioni quando sarà il momento”, ha dichiarato il presidente della Banca Monte dei Paschi di Siena Cesare Bisoni al Corriere della Sera. La filosofia, rilanciata da La Nazione, è quella illustrata nei giorni scorsi dall’ad Luigi Lovaglio (ha partecipato alla cena della vittoria dell’Aquila), quando ha sottolineato che l’assemblea “non sarà un referendum”, non sarà cioè un verdetto conclusivo in caso di approvazione delle Ops su Banco Bpm e Banca Generali, perché di fatto consentirà ai soci di lasciarsi le mani libere in ogni direzione. Anche se è evidente che un sì spingerebbe in una direzione favorevole a Rocca Salimbeni, il no aprirebbe le porte all’opzione Intesa Sanpaolo insieme a Unipol-Bper.
Per il presidente Bisoni, è importante sottolineare che “la doppia Ops non è un’operazione difensiva, ma ha un forte valore industriale. È un’evoluzione naturale dopo Mediobanca. La nostra proposta nasce dalla convinzione che esiste un’alternativa industriale credibile e con una forte valenza strategica. Gli azionisti sceglieranno l’opzione con le prospettive di creazione di valore più interessanti. Questa è l’ottica con cui ci muoviamo”.
L’obiettivo? “Una banca vicina alla clientela che sappia essere di sostegno anche nei momenti di difficoltà, che sappia dialogare con i territori e sia di aiuto allo sviluppo del tessuto produttivo. Questo modello virtuoso corrisponde a quello del Monte che è ancora una banca di prossimità. Il Monte ha attraversato momenti complessi, ma ha saputo rinascere grazie alla guida di Lovaglio e soprattutto al contributo dei dipendenti. E l’intera città è al fianco della banca. Il risultato è stato che Mps ha riconquistato una solidità patrimoniale che consente di destinare risorse finanziarie all’economia e ai territori dove è presente”.
Il prossimo appuntamento in agenda è fissato per mercoledì 30, quando si terrà il cda di Generali. All’ordine del giorno la fusione di Alleanza in Generali Italia, ma si dovrebbe fare anche un esame dell’offerta di Banca Mps, sebbene non sia ancora il momento di prendere decisioni, perché preliminare a tutto è la decisione che arriverà il 29 ottobre dall’assemblea di Banca Mps. Con un voto favorevole, Generali sembrerebbe orientata ad accettare l’offerta senese.
Discorso più articolato su Banco Bpm, dove si concentra maggiormente il dibattito. Ieri, per la seconda volta in pochi giorni, è intervenuto un docente universitario (ora Ruggiero Cafari Panico, prima Franco Paparella) sul Sole 24 ore per osservare che l’extradividendo promesso da Rocca Salimbeni in realtà è solo distribuzione di patrimonio già esistente. Sul tema Lovaglio, parlando a Londra, aveva sottolineato: “Grazie alla distribuzione straordinaria di 4 miliardi di euro, offriamo qualcosa di tangibile, visibile e concreto. Questo è l’aspetto fondamentale: si tratta di valore che appartiene ai nostri azionisti. Per noi è importante trasferire agli azionisti il valore che abbiamo generato insieme all’interno dell’azienda” .





