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Q8
Economia

Il presente e il futuro

Stefano Bisi.

La domanda delle domande è che cosa succederà ora dopo l’esito dell’assemblea degli azionisti di Banca Monte dei Paschi, ma dare una risposta è operazione ardita, mentre è più facile fare le pagelle ai protagonisti di questa vicenda.

La sorpresa positiva è stata il sindaco Nicoletta Fabio che dopo l’iniziale incontro alla zittina fatto con gli ambasciatori di Intesa Sanpaolo ha mantenuto la barra diritta in difesa dell’integrità del Monte. C’è chi sostiene che poteva comprare un’azione della banca e parlare in assemblea, ma non lo ha fatto e ha preferito partecipare al sit in promosso dai sindacati. Merita un bel 7 e il suo voto e l’atteggiamento su questa vicenda la aiuteranno nella conferma a sindaco, nonostante errori gravi in altri settori della vita cittadina. Anche la presidente della Provincia Agnese Carletti merita un 6+ per aver mostrato un atteggiamento coerente. A lei, come a Fabio, va chiesto quando chiederanno le dimissioni del presidente della Fondazione Mps Riccardo Coppini.

Un buon 8 in pagella meritano i membri della deputazione generale e della deputazione amministratrice che hanno tenuto testa al presidente improvvido. A Luigi Lovaglio, ad della Banca Mps, un 9. E’ un voto che si merita per aver ridato lustro a Rocca Salimbeni che è tornata protagonista grazie anche a una rete di dipendenti formidabile. Anche loro meritano 9.

In questa vicenda c’è chi è stato “mezzo e mezzo”. I sindacati ad esempio sono stati troppo tiepidi fin dall’inizio quando dovevano essere mostrati i denti, ma soprattutto la Cgil ha sentito il richiamo della foresta emiliana. Diamo un 6 per incoraggiamento e per comprensione della segretaria Alice D’Ercole che ha dovuto fronteggiare il capo regionale Rossano Rossi, di nome e di fatto, e quello nazionale Maurizio Landini che hanno strizzato l’occhio a Intesa e soprattutto a Unipol. Il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani era partito bene ponendosi alla guida del fronte anti-disgregazione del Monte dei Paschi, poi ha preferito defilarsi per non indispettire i vertici di Intesa e Unipol. Diamo un 6-.

La palma del peggiore va a Riccardo Coppini che ha detto che a livello personale era a favore dell’opas di Intesa Sanpaolo, ma le deputazioni gli hanno fatto ringollare la decisione che voleva prendere e, per dispetto, non è andato all’assemblea degli azionisti e ha mandato il provveditore Forte con la consegna del silenzio. Ha offeso anche i senesi che non sono intelligenti da capire che il mondo è cambiato. Un 2 di incoraggiamento. Poco meglio di lui, tanto da meritarsi un 3 in pagella, chi lo ha sponsorizzato da un punto di vista politico: Francesco Michelotti di Fratelli d’Italia e Silvio Franceschelli del Pd. Sono stati loro a pensare che Coppini sarebbe stato un bravo presidente mentre i fatti hanno dimostrato che non è adatto al ruolo. Anche i partiti hanno fatto una figuraccia e a tutti va un 5 in pagella. Hanno mormorato più che parlato, se si escludono i 5 Stelle che meritano un 6+ per aver chiesto, da soli, le dimissioni del presidente della Fondazione.

E per tornare alla domanda iniziale su che cosa succederà è presto per fare previsioni. Lovaglio dice che la partita non è chiusa perché l’Antitrust potrebbe riservare sorprese. L’ad ci permetterà di dubitare.

Succederà che Intesa tra un po’ darà un sostegno a imprese e associazioni, parrocchie e circoli Arci, società sportive e culturali e tra un po’ dimostrerà che a Siena ci tiene affidando la presidenza della banca più antica del mondo a chi è nato a Siena, a chi ha studiato a Siena, a chi lavora a Siena e se ha vinto almeno due palii sarà ancora meglio.

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