Il Paese affronta le crisi con misure d’emergenza come i soldi di Salvini ai camionisti ma senza risolvere le fragilità strutturali
Daniele Manca sul Corriere della Sera analizza le fragilità strutturali del sistema energetico e logistico italiano, messe nuovamente in evidenza dal caro carburanti, dai blocchi dell’autotrasporto e dagli scaffali vuoti nei supermercati. Secondo l’editorialista, il Paese continua ad affrontare le crisi attraverso decreti e misure d’emergenza, senza intervenire sulle vulnerabilità di lungo periodo. L’Italia dipende dall’estero per il gas utilizzato nella produzione di circa il 46% dell’elettricità e affida alla strada la quasi totalità della distribuzione interna delle merci. Tra il 2014 e il 2024, ricorda Manca citando l’Istat, il traffico merci su gomma è cresciuto del 29,6%, contro il 13,8% di quello ferroviario. L’autotrasporto dovrebbe quindi essere considerato un’infrastruttura strategica, da modernizzare attraverso una maggiore integrazione tra modalità di trasporto, l’aggregazione delle imprese e l’impiego di nuove tecnologie. Gli Stati Generali dell’autotrasporto, tornati a riunirsi dopo dodici anni, hanno prodotto una piattaforma condivisa dalle undici organizzazioni del settore, che potrebbe rappresentare una base per le riforme. Intanto, l’incontro tra il ministro Matteo Salvini e le associazioni non ha risolto le difficoltà, nonostante la promessa di ulteriori 60 milioni oltre ai 480 già previsti. Per Manca, occorre superare la logica degli interventi tampone e recuperare il metodo del Pnrr: fissare obiettivi, verificarne i risultati e correggere le politiche quando necessario. Il principio resta quello indicato da Luigi Einaudi: «Conoscere per deliberare».





