Il Nicchio annuncia: “Niente corteo della vittoria fino a quando Tittia non potrà partecipare. Stop all’incoscienza di contradaioli”
“Giovanni è vigile, anche se ha ancora un po’ di dolore. Lo tengono sotto osservazione, per qualche giorno”, spiega il capitano del Nicchio Fabio Giustarini. Che ieri mattina, insieme a Pippo Geraci, suo collaboratore oltre che amico storico del sardo-tedesco, si è recato al policlinico a fare visita a Tittia. “Ha il collare e tutto quello che serve in una situazione del genere. Di sicuro è in buone mani”, aggiunge Giustarini. “Chiedeva un po’ di cose, abbiamo fatto qualche battuta fra noi”, aggiunge a la Nazione.
Dal policlinico, già in mattinata, erano arrivate notizie rassicuranti: “Ha trascorso una notte tranquilla e le sue condizioni sono in miglioramento”. Una cosa è certa: niente corteo della vittoria finché il fantino non si sarà ripreso. “Quando Giovanni è in grado di partecipare lo organizzeremo, altrimenti no – mette il punto Giustarini –; già ci è mancato moltissimo ieri, in Duomo, subito dopo la vittoria. Onestamente, per quello che mi riguarda, è un successo a mezzo non essendo stato portato in trionfo il fantino in Cattedrale dopo una corsa bellissima. Non si festeggia senza Tittia con noi. Va bene anche fra 10 giorni, 15. Quanto serve”.
La notizia della clamorosa caduta causata dallo scontro con alcuni contradaioli (uno finito in ospedale) scesi subito in pista per la gioia, ha fatto il giro d’Italia e del web. E’ finita sul Tg1 e sulle principali testate nazionali suscitando polemiche furiose. Sui social, in verità, non di rado sono stati passati i limiti e usati toni che fanno rabbrividire nei confronti del fantino ricoverato in ospedale. Occhi ben puntati sulle conseguenze dell’infortunio del sardo-tedesco anche da Asti dove aveva l’ingaggio per Nizza ma ora è in forte dubbio la sua partecipazione alla manifestazione di inizio settembre.
“Cosa si potrebbe fare per porre rimedio ad un’invasione di pista come quella di martedì sera? La prima cosa è rimettersi al buon senso della gente. Esistono disposizioni dell’amministrazione consolidate, non è la prima volta che accadono incidenti di questo tipo a causa, va detto, dell’incoscienza dei contradaioli. Prima di scendere in pista uno dovrebbe essere guardingo oppure attendere, questa la cosa migliore, che tutti i cavalli vengano fermati dai rispettivi barbareschi, cosa che non accade. L’amministrazione comunale deve essere ferma nel ribadire i divieti e nell’essere più intransigente con questi tipi di violazioni per il bene della Festa e per l’incolumità delle persone”, sostiene Giustarini. A mandare un messaggio di pronta guarigione a Tittia è stato anche Trecciolino, il suo maestro. Quello grazie al quale tutto è iniziato. “Sì è successo anche a me – dice il fantino 13 volte vittorioso riferendosi all’invasione di pista – ed è una cosa molto pericolosa”. “Quanto alla sensazione dopo la vittoria vittoria è che sia stato un copia incolla del Palio di luglio, niente di più”.





