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Economia

Il Monte dei Paschi prova a respingere l’assalto alla Rocca

Anche La Repubblica si occupa delle mosse della Banca Monte dei Paschi per rompere l’assedio. Scrive che il risiko bancario non si riposa neppure sotto il sole d’agosto e da Siena si prepara un prossimo capitolo e della saga finanziaria tricolore. Atteso, ma non del tutto nelle modalità che si stanno delineando: una possibile doppia offerta del Monte dei Paschi guidato da Luigi Lovaglio su Banco Bpm e su Banca Generali per “difendere” l’istituto senese e scavare un fossato protettivo dall’offerta a sua volta lanciata da Intesa Sanpaolo in tandem con Unipol. Vediamo allora in cosa consiste il piano, le tappe della vicenda, i protagonisti in campo e quali possono essere gli sviluppi.

L’amministratore delegato del Monte dei Paschi, secondo quanto riportato dal Sole24Ore, sarebbe pronto a portare sul tavolo del Consiglio di amministrazione senese convocato per il 20 agosto una mossa articolata per evitare di finire preda di Intesa Sanpaolo. Si tratterebbe di una doppia Ops, Offerta pubblica di scambio: una su Banco Bpm e una su Banca Generali.

Una Ops, a differenza dell’Opa (Offerta pubblica di acquisto) prevede che il compratore (in questo caso Mps) non paghi in contanti, ma offra dei titoli agli azionisti delle società oggetto di offerta. Questi, aderendo alla proposta, si ritroverebbero così soci del soggetto acquirente (Mps). Lovaglio potrebbe però anche giocare la carta del pacchetto del 13% di Generali che ha a disposizione, nel portafoglio della controllata Mediobanca, che potrebbe essere usato come moneta di scambio o ceduto sul mercato per avere maggiore liquidità a disposizione. Un’ulteriore mossa che potrebbe portare anche una combinazione delle cose, con un’Opas (Offerta pubblica di acquisto e scambio) cioè un mix di pagamento cash e titoli.

Ironia della sorte, la strategia di Lovaglio ricorda il tentativo difensivo in extremis che Alberto Nagel provò a mettere in piedi per sfuggire all’assalto che Mps lanciò su Piazzetta Cuccia, quando ne era a capo: acquisire il 100% di Banca Generali, dando in cambio alla compagnia triestina il pacchetto del 13% delle sue stesse azioni in un’operazione da oltre 6 miliardi. Un tentativo naufragato di fronte al diniego dell’assemblea straordinaria della scorsa estate, che ha poi spianato la via al Montepaschi per entrare nel salotto della finanza meneghina.

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