“Il mondo al contrario sta per raddrizzarsi”, parola di Vannacci
Ariel Piccini Warschauer.
Non è stato solo un incontro con i sostenitori, ma un vero e proprio manifesto politico quello lanciato dal generale Roberto Vannacci a Brescia. Nella doppia tappa tra la città e la bassa bresciana, l’eurodeputato ha ribadito la sua linea: lo strappo con la Lega è definitivo e il suo nuovo movimento, Futuro Nazionale, è pronto a correre da solo.
Il pomeriggio all’Auditorium: «Difendiamo l’identità»
La giornata è iniziata nel cuore di Brescia, presso l’Auditorium della Camera di Commercio di Via Zadei. Davanti a una platea gremita, l’incontro — organizzato dall’Associazione culturale Vincenzo Gioberti — si è concentrato sui temi cari al generale: sovranità, identità e critica serrata alle istituzioni di Bruxelles.
«L’Europa che ci hanno venduto ci ha reso più poveri e senza radici spirituali e politiche», ha esordito Vannacci durante il dibattito intitolato “L’Europa al Contrario”. Accompagnato dai vertici dell’associazione e dai rappresentanti del comitato “Il Nord per Vannacci”, il generale ha toccato i punti caldi dell’attualità: dalla gestione dei flussi migratori alla transizione ecologica, definita «un suicidio economico per le nostre imprese».
Serata a Verolavecchia: cena e strategia politica
Il momento più politico si è consumato però in serata a Verolavecchia, presso la Trattoria Pizzeria Scalabrino. Qui, oltre duecento sostenitori hanno accolto il generale per una cena conviviale che ha assunto i toni di una vera assemblea costituente locale.
Tra un tavolo e l’altro, Vannacci non ha risparmiato stoccate al suo ex partito: «Amo la mia Patria e proseguo per la mia strada, lontano dai compromessi di convenienza. Futuro Nazionale non è un’alternativa moderata, è la destra vera che non ha paura di dire ciò che pensa». Lo strappo con Matteo Salvini, ufficializzato solo pochi giorni fa, è apparso ormai irreversibile. A Verolavecchia si è vista la base di quello che il generale definisce il suo «sogno»: un movimento che punta a raccogliere i delusi del centrodestra e i sostenitori della prima ora del suo bestseller.
Un territorio chiave
La scelta di Brescia non è casuale. In una provincia storicamente legata al mondo produttivo e alla Lega, Vannacci sta cercando di drenare consensi puntando sul malcontento per le politiche europee. I sondaggi, citati dai suoi collaboratori durante la serata, darebbero il nuovo soggetto politico in forte ascesa, alimentando le preoccupazioni degli alleati di governo.
La tappa bresciana si chiude con una promessa ai fedelissimi: «Siamo solo all’inizio. Il mondo al contrario sta per raddrizzarsi»





