Il governo Meloni dimostra una crescente insofferenza verso la separazione dei poteri
Annalisa Cuzzocrea su La Repubblica scrive il rapporto tra il governo Meloni e la magistratura è segnato da una crescente insofferenza verso la separazione dei poteri, uno dei principi fondamentali della democrazia liberale. A suo giudizio, gli attacchi rivolti ai giudici in occasione di vicende come il caso Delmastro, le decisioni sui migranti trasferiti in Albania, i controlli della Corte dei conti e, da ultimo, la sentenza sul gioielliere Mario Roggero, rivelano una tendenza a delegittimare la giurisdizione ogni volta che le decisioni non coincidono con gli obiettivi politici della maggioranza. Secondo l’autrice, la campagna condotta dal centrodestra sul caso Roggero ha alimentato l’idea che la magistratura protegga i delinquenti anziché chi si difende, arrivando a esercitare una pressione impropria anche sul presidente della Repubblica attraverso la richiesta pubblica della grazia. Le dichiarazioni di Elon Musk contro i giudici italiani e quelle di esponenti del governo vengono lette come manifestazioni della stessa cultura politica, che tende a contrapporre la volontà popolare alle garanzie dello Stato di diritto e a sostituire il principio della legittima difesa con quello della legittimità della vendetta. Per Cuzzocrea, la proposta della Lega di ampliare ulteriormente la legittima difesa e la retorica securitaria della maggioranza riflettono una concezione ispirata ai movimenti della destra radicale internazionale, fondata sulla prevalenza della forza sulle regole comuni. L’autrice conclude che alimentare il risentimento contro magistratura e istituzioni di garanzia significa modificare la Costituzione materiale del Paese, mettendo a rischio l’equilibrio tra i poteri e aprendo la strada a una deriva incompatibile con i principi della democrazia liberale.





