Il Correntone incorona Schlein che “è pronta a vincere”
Ormai è gara a chi è più impaziente, scrive l’Ansa. M5s e Avs premono per stringere i tempi del confronto. E hanno ottenuto che in settimana ci sia un tavolo fra i leader del campo largo. E allora la segretaria del Pd Elly Schlein preme per definire il programma: “Lo faremo in fretta, perché non partiamo da zero – ha detto – La maggior parte delle proposte sono già il frutto di un lavoro unitario in Parlamento e sui territori. Ora c’è l’ultimo importante miglio”. Poi sarà il momento della prova del voto: “Insieme possiamo battere le destre. Andiamo a vincere”. Acaricare la segretaria è stata la riunione del correntone, a Montepulciano. Là si sono riunite le aree del partito che hanno sostenuto Schlein fin dall’inizio – quelle di Andrea Orlando, Dario Franceschini e Roberto Speranza – anche quando tutti puntavano sulla vittoria di Stefano Bonaccini per la guida del partito. L’incontro di Montepulciano è stato un modo per mostrare a tutti il peso del correntone: tre giorni di dibattito, 1200 iscritti. Messo questo in chiaro, alla vigilia della scrittura del programma e della definizione delle liste elettorali, l’appuntamento è servito a ricordare alla segretaria alcune cosette. Tipo: noi rappresentiamo la più bella fetta di partito, siamo determinanti per farti vincere le primarie e anche dopo. Insomma, per dirla con Sandro Ruotolo: “Siamo al fianco di Schlein, ma non basta avere una leader. Serve un progetto collettivo”. Però, nell’ultimo giorno, più che gli avvisi e i promemoria, a Schlein sono arrivate spinte.
“Schlein ha guadagnato sul campo le stelle per guidare la coalizione”, ha detto il deputato Peppe Provenzano, responsabile Esteri del partito, della corrente di Orlando. La capogruppo alla Camera Chiara Braga, franceschiniana, ha parlato agli alleati: “Non abbiamo paura delle primarie, ci candidano insieme a cambiare il Paese, né supponenti né subalterni”. Mentre il deputato Roberto Speranza si è rivolto agli altri del Pd: “Sostengo Schlein perché il suo profilo, il suo carattere, la sua modalità di guardare le cose può intercettare questa domanda di radicalità”, ha detto, lanciando un messaggio alla minoranza del partito “i riformisti, non riformisti, il centro…”.
Intanto, da Orvieto, i riformisti sono tornati a chiedere chiarezza sul sostegno all’invio di armi a Kiev: “La resistenza in Ucraina riguarda il futuro dell’Europa – ha detto il senatore Graziano Delrio – senza Europa saremmo sudditi e non più sovrani”. Perché alle loro orecchie sono suonati un po’ vaghi alcuni messaggi arrivati in questi giorni da Montepulciano. Come quello del deputato Arturo Scotto: “Dare delle batterie antimissile per salvare ospedali e scuole è giusto, partecipare all’escalation delle armi è un errore e va fermato”. Su questo, la segretaria ha ribadito: “Accanto al sostegno che giustamente non abbiamo mai fatto mancare al popolo invaso dell’Ucraina serve la diplomazia”. La segretaria ha rivendicato l’opera sua e del Pd: “Mi avete aiutato ad allargare l’unità, senza rinunciare al profilo progressista del partito. E a perseguire testardamente l’unità dell’alleanza. Credo che quel più di unità e di generosità ci siano stati compensati da un di più di consenso”.
Poi l’attacco al governo, ripescando una parolaccia già sdoganata all’assemblea del partito, una settimana fa: “Dopo quattro anni di Meloni, l’Italia è più povera e più incazzata” perché la “destra porta caos, guerra, inflazione e recessione”. E la rabbia si manifesta nelle piazze. “In alcuni casi ci sono stati scontri anche seri, ma non saccheggi e non quella guerriglia che qualcuno sperava di vedere – ha detto Schlein – Quando le nuove generazioni scendono in piazza è una buona notizia per la democrazia, non accetteremo il tentativo di criminalizzare, come sta succedendo con i decreto sicurezza del governo. Le violenze le abbiamo sempre condannate, ma è inaccettabile che si usino i violenti per silenziare le voci di tutti quelli che stanno dicendo che in questo Paese non riescono più a campare”.





