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Economia

I sindacati montepaschini alzano la voce per difendere l’integrità di Rocca Salimbeni

I sindacati della Banca Monte dei Paschi di Siena fanno sentire la loro voce in questa fase delicata per il futuro di Rocca Salimbeni.

Il Consiglio di Amministrazione di Banca Monte dei Paschi di Siena ha approvato

i risultati del rendiconto finanziario semestrale, confermando la solidità

patrimoniale, reddituale e industriale raggiunta dal Gruppo. Si tratta di risultati

che certificano definitivamente il superamento della lunga stagione del

risanamento e restituiscono al Monte dei Paschi un ruolo di primo piano nel

sistema bancario italiano ed europeo: quello di una banca solida, profittevole,

competitiva e nuovamente in grado di svolgere un ruolo attivo nei processi di

consolidamento del settore.

Oggi il Monte dei Paschi non è più una banca impegnata a difendere la propria

sopravvivenza, ma un soggetto capace di affrontare un progetto di crescita

fondato su una chiara e sostenibile logica industriale. In questo quadro, il

processo di integrazione con Mediobanca dovrà valorizzare le caratteristiche

distintive delle realtà coinvolte, preservandone i marchi, le competenze e le

persone, nella convinzione che un’integrazione produca valore quando rafforza

le imprese interessate e ne consolida identità, capacità competitiva e prospettive

di sviluppo, attraverso il necessario confronto preventivo con le Organizzazioni

Sindacali sulle ricadute occupazionali, professionali e organizzative. È sulla base

di questi criteri che le Organizzazioni Sindacali intendono valutare le future scelte

strategiche: operazioni capaci di generare valore attraverso la crescita delle

realtà coinvolte, senza disperderne il patrimonio industriale, organizzativo e

professionale.

La posizione delle Organizzazioni Sindacali è chiara e trova fondamento in

valutazioni esclusivamente industriali. Monte dei Paschi continua a

rappresentare una banca di prossimità che sostiene quotidianamente famiglie,

imprese ed economie locali, svolgendo una funzione che va ben oltre la semplice

intermediazione creditizia. Il radicamento territoriale, la qualità della relazione

con la clientela, la capillarità della rete, il patrimonio professionale costruito nel

tempo e la capacità di accompagnare lo sviluppo dei territori costituiscono un

insieme inscindibile; separarne le componenti significherebbe disperdere un

patrimonio costruito in secoli di storia e privare il Paese di uno dei suoi principali

operatori bancari.

Questa convinzione trova ulteriore fondamento nel percorso affrontato dalle

lavoratrici e dai lavoratori negli ultimi dieci anni. Prima di poter parlare di

rilancio, di redditività e di ritrovata centralità nel sistema bancario, il Monte deiPaschi ha attraversato una delle più profonde operazioni di risanamento mai

realizzate nel nostro Paese. È stato un periodo caratterizzato da profonde

riorganizzazioni, importanti riduzioni degli organici, continui cambiamenti

organizzativi e sacrifici affrontati con professionalità, responsabilità e uno

straordinario senso di appartenenza. Se oggi il Monte dei Paschi presenta al

mercato risultati di assoluto rilievo, è anche grazie a migliaia di lavoratrici e

lavoratori che hanno continuato, ogni giorno, a garantire qualità del servizio,

vicinanza alla clientela e raggiungimento degli obiettivi aziendali, contribuendo

in maniera determinante al recupero della credibilità dell’Istituto. Un contributo

che, nella nuova fase di solidità e redditività della Banca, deve trovare adeguato

riconoscimento anche sul piano economico e contrattuale, a partire dal Premio

aziendale.

Per questo il risanamento non può trasformarsi nel presupposto dello

smembramento della Banca. Sarebbe illogico, oltre che incoerente, sotto il

profilo industriale, economico e sociale, immaginare che una realtà rilanciata

attraverso un percorso tanto impegnativo, sostenuto anche da un rilevante

intervento pubblico, possa vedere il proprio futuro coincidere con la

frammentazione delle attività, con la dispersione della rete commerciale, con il

venir meno del ruolo e della consistenza della Direzione Generale, dei Poli

decentrati e con la sostanziale cancellazione di uno dei marchi più prestigiosi e

storicamente significativi del sistema bancario.

Le Organizzazioni Sindacali sostengono da sempre ogni progetto fondato su

solide logiche industriali, capace, in quanto tale, di generare valore rafforzando

le realtà coinvolte, valorizzandone le rispettive peculiarità e salvaguardando

l’occupazione, il patrimonio professionale e la continuità aziendale. È

esclusivamente sulla base di questi criteri, nella piena autonomia propria del

ruolo sindacale, che intendiamo valutare qualsiasi progetto presente o futuro.

Con questo spirito continueremo a seguire con la massima attenzione

l’evoluzione delle prossime vicende, mettendo in campo tutte le iniziative proprie

del nostro ruolo e rivendicando un confronto preventivo e sostanziale sulle

ricadute delle scelte strategiche, per tutelare l’integrità del Gruppo Monte dei

Paschi di Siena, il lavoro, il patrimonio professionale, il radicamento territoriale

e il futuro di una banca che rappresenta un valore strategico per il sistema

economico nazionale.

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