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I Righeira ci ricordano che l’estate sta finendo ma le questioni Malagò e Bianchedi restano aperte

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L’estate sta finendo, cantavano i Righeira, e Primaonline ci ricorda che due delle questioni che hanno accompagnato le prime settimane della nuova FIGC sono ancora aperte. Da una parte il tesseramento di Giovanni Malagò al momento della candidatura alla presidenza federale, dall’altra la posizione di Diana Bianchedi, vicepresidente vicaria del CONI e scelta come capo delegazione della Nazionale.

Su Bianchedi c’è stato ieri l’incontro con il presidente del CONI Luciano Buonfiglio. Un confronto che, almeno per ora, non sembra aver chiuso la vicenda. Anche perché i piani ancora da chiarire sono due.

Il primo è interno al CONI e riguarda le sue regole sui conflitti di interesse. Il secondo porta invece alla normativa nazionale sul pantouflage e a una domanda molto precisa: la carica di vicepresidente vicario del CONI rientra tra quelle alle quali si applica questa disciplina?

La questione non è secondaria. Il CONI è un ente pubblico e la sua Giunta esercita anche poteri di controllo sulle Federazioni sportive nazionali. Bianchedi è componente della Giunta e vicepresidente vicaria, tanto che lo Statuto prevede che sostituisca il presidente in caso di assenza o impedimento.

Proprio qui si inserisce il precedente Malagò. Prima della sua elezione alla FIGC l’ANAC era stata interpellata sul possibile pantouflage e aveva escluso l’applicazione del divieto perché la presidenza della Federcalcio è una carica in un organo collegiale e non un successivo rapporto di collaborazione, consulenza o impiego.

Con Bianchedi questo elemento cambia: quello di capo delegazione è un incarico retribuito conferito dalla FIGC. Resta però da chiarire il presupposto che viene prima di tutti gli altri, e cioè se la posizione ricoperta da Bianchedi al CONI rientri tra quelle soggette alla disciplina sul pantouflage.

Se non vi rientra, il problema sotto questo profilo non si pone. Se invece vi rientra, andrebbero verificati gli ulteriori presupposti previsti dalla normativa e, qualora fossero presenti, entrerebbe in gioco il periodo di raffreddamento previsto dalla legge prima di poter instaurare il rapporto.

È su questo punto che si attendono chiarimenti dalla FIGC, che ha conferito l’incarico.

E dalla Federazione si attendono risposte anche sull’altro dossier ancora aperto. Il 17 agosto La Stampa ha pubblicato il documento, datato 15 luglio, con il quale il procuratore generale dello Sport Ugo Taucer aveva chiesto alla Procura federale FIGC di effettuare accertamenti sul tesseramento di Malagò.

Taucer non ha scritto che Malagò non fosse tesserato. Ha rilevato che negli atti esaminati mancavano elementi oggettivi che consentissero di accertarlo e ha chiesto al procuratore federale Giuseppe Chiné di approfondire la questione.

Agosto si chiude così con due dossier ancora aperti. Sul tesseramento di Malagò si attendono gli accertamenti richiesti da Taucer. Su Bianchedi il CONI deve completare le proprie verifiche interne, mentre sul fronte della normativa nazionale resta da chiarire il punto che viene prima di tutti gli altri: se la vicepresidenza vicaria del CONI rientri o meno tra le posizioni soggette alla disciplina sul pantouflage..

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