I giornali del gruppo Monti Riffeser passano sotto il controllo di Leonardo Maria Del Vecchio
Senza particolari annunci pubblici né celebrazioni, si è chiuso uno dei passaggi più rilevanti dell’anno nel mercato editoriale italiano: LMDV Media ha perfezionato il closing dell’operazione che porta l’80% di Editoriale Nazionale sotto il controllo della holding guidata da Leonardo Maria Del Vecchio.
Si conclude così il percorso avviato a gennaio, quando era emersa l’offerta vincolante del family office milanese, e che oggi segna ufficialmente il passaggio di mano di uno dei gruppi storici dell’editoria quotidiana italiana, proprietario di Il Giorno, La Nazione, Il Resto del Carlino e del sistema QN Quotidiano Nazionale.
Il gruppo spiega che l’operazione nasce con l’obiettivo di “garantire continuità a un modello autorevole, indipendente e di qualità”, confermando l’interesse di Del Vecchio per il comparto media dopo le precedenti mosse già effettuate nel settore con l’acquisto del 30% del Giornale.
Il progetto industriale, secondo quanto comunicato, punterà su innovazione tecnologica, rafforzamento della qualità editoriale e valorizzazione delle competenze interne, con particolare attenzione al ruolo delle redazioni territoriali, considerate un asset distintivo del gruppo.
“Oggi si apre una nuova pagina per questo gruppo editoriale”, ha dichiarato Del Vecchio, ringraziando la famiglia Riffeser e il management che ha guidato il gruppo in questi anni.
Da parte sua Andrea Riffeser Monti ha sottolineato la volontà di mantenere una collaborazione industriale con il nuovo azionista, parlando di “informazione libera, autorevole e radicata sul territorio”.
Per lmdvcapital, family office con sede a Milano attivo in private equity, tecnologia, lifestyle e asset strategici Made in Italy, l’operazione rappresenta un ulteriore tassello nella costruzione di una presenza sempre più strutturata nel sistema dei media italiani.
Resta ora da capire quale sarà il prossimo passaggio: governance, management operativo, eventuali sinergie industriali e soprattutto il rapporto con una delle reti di quotidiani locali più capillari del Paese. Per il mercato dell’editoria italiana, più che un semplice closing finanziario, potrebbe essere l’inizio di un nuovo equilibrio.





