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Toscana

Giani e Manetti parlano della Felicità al Festival di Luce

Sale sul palco del Festival di Luce il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, insieme a Monica Peruzzi, e all’assessora regionale Cristina Manetti: “Sento la responsabilità di governare la regione più attrattiva. Dobbiamo mantenere un alto profilo”. Giani parla della parola felicità: “Non è nuova nella scelta che ho fatto di inserirla nello statuto della Regione. Ho inserito il diritto alla felicità. Nel luglio 1776 nella dichiarazione di indipendenza degli Usa, su proposta di un toscano di Poggio a Caiano, Filippo Mazzei, fu inserito il diritto alla felicità”. Un concetto “che è stato alla base del ruolo che gli Usa hanno svolto nel mondo. Dopo aver messo nello statuto il diritto alla felicità non poteva non esserci la delega. E la delega, accanto alla Cultura e all’Università non poteva che essere per l’assessora Cristina Manetti“. “Per me la felicità è quando mettiamo in campo molte misure di welfare. Come quando vedo che i musei fanno politiche attive, abbattendo delle barriere. Mettere in campo politiche innovative crea dibattito. La felicità è un fattore economico. Sono convinta che in questi anni realizzeremo politiche che faranno onore a Mazzei”. Sulla pena di morte negli Usa e sulla scelta, pare poi ritirata, di un’esecuzione in diretta streaming Giani dice: “Il 30 novembre 1786 la Toscana era stato il primo stato al mondo ad abolire la pena di morte. E’ una cosa molto attuale. Oggi la pena di morte è applicata in Stati che coprono tre miliardi e mezzi di persone. Il tema è vitale, anche nel seguire il progresso che portava a rispettare l’uomo in quanto tale. Oggi vediamo una regressione. Negli Usa il fatto di ostentare la pena di morte come crudeltà è un’involuzione culturale, poi fortunatamente tutto è stato ritirato”.

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