Firenze è la città degli ingorghi nelle strade e anche nell’Arno
Firenze è la città degli ingorghi, anche nel fiume Arno. Del singolare traffico ne scrive il Corriere Fiorentino. Nel tratto centrale dell’Arno a Firenze, tra Ponte alle Grazie e Ponte Santa Trinita, si registra un crescente “ingorgo” di attività fluviali: canottieri, gommoni da rafting, tavole SUP, barche elettriche e battelli turistici condividono uno spazio di appena 725 metri.
Le sette società presenti, tra cui la storica Canottieri Firenze e realtà come Sup for All e operatori turistici come Arno Boat, si coordinano tramite chat, ma la gestione risulta complessa e spesso caotica. Le regole informali (canottieri lungo le rive, altri al centro) non bastano a evitare sovrapposizioni e situazioni potenzialmente pericolose.
Il presidente della Canottieri Firenze denuncia una situazione di “anarchia”, aggravata dall’aumento del turismo e dalla mancanza di una regolamentazione chiara. Anche altri operatori del settore chiedono da anni una cabina di regia e un calendario condiviso per evitare conflitti tra attività sportive e turistiche.
Le criticità riguardano anche gli spazi a terra, le concessioni e i costi, con differenze significative tra le società. Alcune aree risultano fragili e poco curate, mentre la pressione turistica aumenta soprattutto nel pomeriggio e al tramonto.
Nonostante promesse istituzionali risalenti al 2022 e al 2023, una soluzione organica non è ancora arrivata, mentre le attività sull’Arno continuano a moltiplicarsi senza un coordinamento stabile.





