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Economia

Ex Beko, dopo l’entusiasmo la saggezza di Corradi e la nascita di un monumento agli estremismi ciegiellini e a chi li segue

Stefano Bisi.

Che Gabriele Corradi, detto Lele, calciatore dilettante eccellente da giovane (tecnicamente più bravo del figlio Bernardo) e dirigente del Monte dei Paschi da adulto, fosse persona seria si sapeva e l’intervista concessa a Cristina Belvedere su La Nazione lo conferma. E’ tra i pochissimi che invita a moderare l’entusiasmo dopo l’annuncio di Leonardo a investire sull’area ex Beko. Parla delle procedure e delle possibilità con la consapevolezza di chi sa che tra il dire e il fare ci sono di mezzo gli oceani. Leggiamo insieme questa parte dell’intervista con il quotidiano. “L’annuncio del ministro Adolfo Urso sulla disponibilità di Leonardo a investire sull’ex sito Beko di Siena? Un passo avanto importante, ma serve prudenza, perché le cose sono complesse”. Così il manager Gabriele Corradi, nominato da Palazzo pubblico nel Cda di ’Sviluppo Industriale Siena srl’ (partecipata al 20% dal Comune con Invitalia), società che detiene la proprietà dell’area industriale in viale Toselli.

Corradi non ha dubbi: “Mi pare di aver capito che Leonardo può essere interessata a prendere solo una parte del sito in cluster con altre aziende. Per questo sarà necessario procedere con un nuovo bando per dividere l’area in almeno quattro lotti invece degli attuali due. Le procedure non saranno brevi”.

Il manager continua: “E’ appena stata nominata la commissione chiamata a valutare i preventivi per i lavori di bonifica del tetto, dove è presente amianto, mentre la bonifica del sottosuolo è in capo a Beko”. E ancora: “Se i lavori inizieranno entro il 2027, ci dovrebbe essere la proroga della cassa integrazione per i lavoratori rimasti agganciati al perimentro aziendale – sottolinea Corradi –. La cosa importante è che parta la procedura, ma saranno necessari tanti passaggi, quindi serve prudenza”.

L’ufficio tecnico di Leonardo dovrà dunque studiare il sito di viale Toselli, capire la superficie di cui avrà bisogno il Gruppo e come adattarlo alle esigenze produttive: “Purtroppo la chiave per entrare non si gira domani perché, lo ripeto, c’è da smontare il tetto, togliere l’amianto e installare il fotovoltaico – è la spiegazione –. La stessa bonifica del sottosuolo al momento è ferma. Serve quindi calma”. Quanto alle tempistiche per rendere appetibile l’area industriale, il pronostico è chiaro: “Secondo me, se ne riparla tra un annetto se tutte le procedure saranno messe a terra. Ma per ora non c’è nulla”.

Fin qui la parte dell’intervista sulle procedure e i tempi. Poi dice quello che qualche giorno fa avevamo scritto su sfogliamo.eu per commentare l’annuncio di Leonardo, fatto attraverso il ministro Urso. Il manager dice: “Sono meravigliato dalla posizione assunta dai sindacati: accolgono l’arrivo di Leonardo, ma vogliono dettare la linea sulla tipologia della produzione”. E ce n’è anche per il presidente della Regione Eugenio Giani: “La Regione ha in capo la formazione dei lavoratori, ma se non si conosce ancora quale produzione verrà fatta a Siena, di quale formazione stiamo parlando?”. 

Ancora Corradi: “Sono amareggiato dai toni utilizzati dai sindacati. Mettere dei paletti sulla tipologia della futura attività produttiva in un momento delicato come questo, mi pare del tutto fuori luogo. Quanto alla ’Sviluppo Industrisle Siena srl’, faremo di tutto per favorire il rilancio industriale del sito di viale Toselli, ma condizionare un’azienda come Leonardo sul tipo di produzione, mi pare veramente eccessivo”.

Ecco, ancor prima di quanto pensavo, si attribuisce la responsabilità di quello che potrebbe non avvenire (Leonardo che capisce che l’area non è adatta, che serve meno spazio di quello di viale Toselli, che non c’è il clima sociale favorevole) ai paletti di Giani e del sindacato. Così, lo stabilimento costruito negli anni Sessanta dal cavalier Borghi della mitica Ignis grazie alla sintonia tra istituzioni locali e nazionali, tra preti e anticlericali, tra comunisti e democristiani, rimarrà così come è, un monumento agli estremismi cigiellini e a chi li segue.

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