Elezioni politiche anticipate? Forse sì, forse election day
Il fine-legislatura rischia di essere un rompicapo. Lo afferma Paolo Mazzanti in questo articolo su InPiù. Con tre parole “non lo so”, in risposta alla domanda se il governo arriverà a fine legislatura (ottobre 2027), il vicepremier Salvini ha rievocato lo spettro delle elezioni anticipate. Il clima è teso, il futuro è cupo. E crescono nella maggioranza coloro che si chiedono se non sia meglio anticipare le elezioni per limitare i danni e cogliere gli avversari impreparati. I leghisti sono particolarmente nervosi, tra il rafforzamento di Vannacci e lo scontento dei moderati alla Zaia. Anche in Fi cresce la tensione con Marina Berlusconi che chiede una postura piu’ autonoma. Meloni per ora resiste, ma fino a quando?
Il calendario è comunque un rebus, anche perché nella primavera ‘27 si vota nelle grandi città. La soluzione più logica (ed economica) sarebbe accorpare politiche e comunali in un unico “election day”. Ma sarebbe rischioso per il centrodestra perché potrebbe favorire il centrosinistra che le grandi città le governa. Per evitare l’election day si dovrebbero anticipare le politiche all’autunno prossimo, compromettendo il bilancio dello Stato, o a febbraio-marzo, all’indomani di una finanziaria che si preannuncia particolarmente magra e che lascera’ uno strascico di scontenti. E poi c’è sempre il rischio che Mattarella non sciolga subito il Parlamento ma insedi un governo tecnico per gestire le elezioni. Insomma, il fine-legislatura rischia di trasformarsi in un rompicapo.





