Drappellone, quando Barzanti fece la scelta lungimirante di affidarsi ad artisti forestieri
Mauro Civai, in una intervista a La Nazione, risponde alla domanda se dopo oltre mezzo secolo di distanza, che bilancio fa oggi della scelta di aprire all’esterno la realizzazione dei drappelloni?
“La scelta che fu fatta dal sindaco Barzanti nei primi anni Settanta aveva l’obiettivo di avvicinare la città agli artisi contemporanei e i musei si sono arricchiti di opere e artisti altrimenti impossibili da avere. Oggi mi sembra che l’arte contemporanea sia completamente diversa da quella di allora e si esprime spesso con tecniche poco compatibili con la natura del drappellone”.
Poi risponde a un’altra domanda: Favorevole a tornare a dare più spazio ai senesi?
“Sì, perché penso che come lo fanno i senesi, il Palio non lo dipinge nessuno: spesso è stato più apprezzato un senese, anche se di non eccelsa levatura artistica, rispetto a pittori acclamati, perché migliore interprete del linguaggio della nostra Festa. Semmai non schematizzerei la procedura di scegliere uno o più pittori del territorio. E dico anche che si potrebbe scegliere chi l’ha già realizzato: in passato c’è chi ne ha fatti a decine, non sarà un problema se oggi qualcuno ne dipinge due o tre”.
La scelta del sindaco Roberto Barzanti di affidare a pittori non senesi la pittura del drappellone fu indovinata e lungimirante. Questa innovazione cominciò con Renato Guttuso (vinse la Giraffa) e dopo si è proseguito con artisti di altissimo valore, da Vespignani a Possenti, da Botero a Fiume, da Adami a Cremonini e tanti altri. Tornare indietro per paura che un grande artista dipinga la Madonna con un carrozzino come fece il grande Gerard Fromanger? L’arte è arte, è una espressione libera. E poi, siamo sicuri che tutti gli artisti senesi incaricati in passato hanno rispettato i canoni della cosiddetta tradizione iconografica? Non c’è più, purtroppo, il compianto e mitico Marcello Salerni, che avrebbe potuto raccontarvi quando nel giro di 48 fu costretto a far smontare un drappellone appesantito da oggetti che potevano rappresentare addirittura un pericolo per l’incolumità pubblica. Quel drappellone era stato eseguito da un senese doc. Allora conviene guardare avanti, aprire le porte ai forestieri. Se le radici sono forti le contaminazioni fanno bene.


