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Davide, 22 anni, per la prima volta vede i suoi aggressori in aula e li abbraccia

Con il giudice entrato in camera di consiglio per deliberare, Davide Simone Cavallo sceglie di scambiare due parole con Alessandro Chiani, 19 anni da dieci giorni, e Ahmed Atia, 18 anni. C’è anche un abbraccio tra i tre. Sono due dei cinque ragazzi che la sera del 12 ottobre 2025 hanno cambiato per sempre la sua vita. Il racconto è su La StampaA causa delle coltellate che gli hanno causato dei danni permanenti nella parte bassa del corpo. Con l’accusa di tentato omicidio pluriaggravato e rapina il gup Alberto Carboni ha condannato i due giovani rispettivamente a 20 anni di reclusione e solo 10 mesi di reclusione. La pena più alta è stata data all’esecutore materiale delle coltellate, Chiani, mentre inferiore è stata di 10 mesi di reclusione nei confronti del palo Atia ritenuto solo colpevole solo di omissione di soccorso. Gli altri amici minorenni, all’epoca dei fatti 17enne, saranno giudicati dal gip per il Tribunale per i minorenni. Per la prima volta in aula Davide Cavallo, 22 anni, ha quindi visto due dei cinque ragazzi che lo hanno aggredito e ridotto quasi in fin di vita per una rapina di 50 euro nella zona della movida di corso Como il 12 ottobre. Il 22enne nei giorni scorsi aveva scritto una lunga lettera, depositata al giudice, in cui ha ripercorso il suo calvario e ha dichiarato di non provare odio per i suoi aggressori.

Alessandro Chiani, 19 anni da dieci giorni, e Ahmed Atia, 18 anni, entrano in aula scortati dalla polizia penitenziaria. Si accomodano nella cella mentre Cavallo siede in mezzo ai genitori sopra una delle panche riservate alle parte civili. Il pm Andrea Zanoncelli, che ha coordinato le indagini dei poliziotti del commissariato Garibaldi-Venezia, ha chiesto 12 anni di reclusione per Chiani, l’autore materiale dei fendenti, e 10 anni per Atia. I due sono imputati per tentato omicidio pluriaggravato e rapina. Il gruppetto, arrivato da Monza per trascorrere la serata a Milano, aveva individuato il 22enne. Importunato e deriso perché il ragazzo aveva bevuto qualche drink di troppo uno dei minorenni del gruppo gli aveva strappato di mano una banconota da 50 euro. Cavallo aveva provato a recuperarla inseguendo a piedi i rapinatori. Una volta raggiuntoli era stato aggredito con calci e pugni, e anche da due coltellate alla schiena e al torace.

I fendenti vibrati con un coltello a serramanico da uno dei due maggiorenni hanno provocato la rottura di un’arteria con un’importante perdita di sangue, la perforazione di un polmone e lesione del midollo spinale. Il giovane, subito soccorso e trasportato in ospedale, è stato sottoposto a molteplici trasfusioni di sangue e duplice intervento chirurgico, è stato più volte in pericolo di vita e a distanza di mesi ha subito delle lesioni permanenti. Gli avvocati di parte civile, Giovanni Azzena e Luca Degani, hanno chiesto un risarcimento di un milione e mezzo per Cavallo, di cui 500mila come provvisionale immediatamente esecutiva.

L’abbraccio con i suoi aggressori

Al termine dell’udienza davanti al gup Alberto Carboni, Davide Cavallo ha abbracciato i suoi aggressori, Alessandro Chiani e Ahmed Atia, prima che la polizia penitenziaria li scortasse fuori dall’aula e il giudice entrasse in camera di consiglio. «È stato un abbraccio semplicissimo, molto tenero, molto forte, sentito da tutte e tre le parti: soprattutto hanno chiesto scusa». A dirlo è Giovanni Giovanetti, difensore di Alessandro Chiani, a margine dell’udienza. «Volevo solo rimarcare il grande spessore morale della persona offesa – ha aggiunto Giovanetti – Un ragazzo davvero eccezionale», ha concluso il legale.

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