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Cose di un altro calcio, quello che si gioca fuori dal campo

La notizia del giorno sportivo è l’eliminazione del Brasile ad opera della Norvegia e il ritorno a casa della Selecao di Carlo Ancelotti fa passare in secondo piano la revoca della squalifica dell’attaccante degli Stati Uniti Folarin Balogun. Non è una revoca normale. Leggete che cosa è successo. “Pronto, Gianni?”. Donald Trump è entrato in campo ai Mondiali 2026. Il presidente degli Stati Uniti ha preso il telefono e ha chiamato il presidente della Fifa, Gianni Infantino, sollecitando la revisione della squalifica di Folarin Balogun, attaccante del Team Usa. Risultato: con una decisione senza precedenti, la Fifa ha sospeso la squalifica di Balogun, espulso nei sedicesimi di finale contro la Bosnia. Il giocatore sarà a disposizione del ct Mauricio Pochettino per la gara degli ottavi di finale contro il Belgio, in programma nella notte italiana tra 6 e 7 luglio. 

La ricostruzione di New York Times, Cnn e Washington Post è sostanzialmente identica. Trump, che finora non ha assistito a nessuna partita, ha chiamato Infantino mercoledì, dopo il match vinto dagli Usa contro la Bosnia per 2-0. Balogun, nella sfida giocata a San Francisco, è stato espulso dall’arbitro brasiliano Raphael Claus per un pestone – probabilmente involontario – rifilato al difensore bosniaco Tarik Muahremovic. Il cartellino rosso diretto provoca automaticamente una giornata di squalifica, una sanzione non appellabile. Trump, però, ha ottenuto un’applicazione sui generis del regolamento. La Fifa, riportano i media americani, nega pressioni dalla Casa Bianca.

Cose di un altro calcio, quello che si gioca fuori dal campo

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