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Toscana

Corse dei cavalli in un lontano settembre lucchese

Amphitheater Square in Lucca city. Aerial view landscape. Tuscany. Italy. View from above

Roberto Pizzi.

Il mese di settembre è per Lucca un periodo in cui ci si racconta e ci si riconosce attraverso riti antichie feste popolari. Qualcuno si è spinto a scrivere che questo mese,  nel quale si dispiegano nella città  fiere, incontri, giochi e manifestazioni di ogni genere, fosse stato fonte di ispirazione  del Paese dei Balocchi  di Collodi.

Fra le nostre carte abbiamo ritrovato il programma   del settembre lucchese del 1893 stampato dalla Tipografia Alberto Marchi, che riproponiamo in queste righe. In esso si  contemplava, per la prima domenica del mese,   l’esposizione Provinciale di Arte e di Industria Antica, nell’ex Palazzo ducale ed a sera,  al Teatro Comunale del Giglio, lo  Spettacolo di Gala con l’opera “Manon Lescaut” di Puccini. Mercoledì 13, oltre all’ apertura della fiera di Giardinaggio e Pomicultura nel cortile del Palazzo Provinciale, erano previste musiche sacre nella Cattedrale e concerti   nelle piazze della Città. Immancabile, la Processione di Santa Croce, la principale festa religiosa dell’Arcidiocesi di Lucca.

Il giorno dopo, ancora musiche sacre nella cattedrale e concerto della Banda Musicale di S. Anna di Pisa, in piazza Napoleone; poi, alle 19:30 si sarebbe assistito all’ ”illuminazione fantastica” delle vie e delle piazze e del pubblico passeggio delle Mura, curata dalla ditta Fantappiè di Firenze, col corollario di concerti all’aperto. La  domenica 17 offriva l’inaugurazione del monumento a Matteo Civitali, sotto le Logge del palazzo Pretorio, mentre mercoledì 20  si sarebbe inaugurato quello a Benedetto Cairoli, sulle Mura urbane (due avvenimenti densi di significati laici e anticlericali, che  resero piuttosto turbolento questo settembre lucchese);  alle ore 11, poi,  avrebbe avuto inizio  il concorso provinciale per  Bande musicali, con premi in denaro e medaglie; infine alle 19:30 “Grandiosi fuochi artificiali sul Prato di S. Donato, eseguiti dal rinomato Pirotecnico Baiocchi Pasquale di Teramo. Infine, per il giovedì 21, in programma la fiera Provinciale del Bestiame ovino ed equino, sulla piazza del Mercato fuori Porta S. Maria al Giannotti.

Ma il maggior risalto, nel settembre di quell’anno, era riservato alle  Corse al Trotto nell’Ippodromo di Piazza d’Armi,    alle quali era destinato un monte premi  L. 22.000, equivalenti che equivalgono a 70.754 euro. La società Provinciale per le Corse aveva infatti organizzato per giovedì 14, il Premio del Ministero dell’Agricoltura di Lire 3.000 (circa 9600 euro v. a.) “per cavalli interi e cavali di anni 4 nati ed allevati in Italia”; il Premio Internazionale di L. 1.000 (circa 3200 euro v.a.) “per cavalli interi e cavalle di ogni età e paese”; il Premio del Campo di L. 1.000 (Handicap) per detti animali di anni 3 ed oltre, nati ed allevati in Italia, che non avessero raggiunto un record di 2’ 33’’ al miglio inglese (1’ 35’’ al Km.). Domenica 17 doveva svolgersi, poi, il Gran premio di Lucca,   clou della stagione ippica lucchese con  in palio il premio maggiore, pari a £. 10.000 (circa 32.000 euro v. a.),  corsa al Trotto (Derby)  “per cavalli interi e cavalle nati in Italia nell’anno 1890”. Poi si sarebbe corso il Premio del  Serchio riservato a cavalli di 3 anni ed oltre, allevati in Italia che non avessero raggiunto un record di 2’ 28” al miglio inglese, con premio di L. 1.200 (euro 3842 v.a.) (Handicap); infine, si sarebbe corso  il Premio secondo Internazionale, per cavalli di ogni età e paese, con in palio L. 2.000 (Handicap). Ultima giornata ippica in programma, giovedì 21, con il Criterium (in palio L. 2.000 = euro 6400 v.a.), il Premio delle Pariglie, per cavalli  attaccati in pariglia ad  americaines da corsa, con in palio L. 1.200 e il Premio Castruccio di L. 600 (euro 1921 v.a.) per cavalli nati ed allevati in Italia che non avessero raggiunto il record di 2’ 53” al miglio inglese. Grazie alla presenza di un folto pubblico (nonostante il tempo inclemente), con molti “forestieri”,   le manifestazioni ippiche di  Lucca riscossero un grande successo e  si qualificarono – a giudizio dei cronisti –   fra le più importanti   in Italia,   contribuendo a  lanciare definitivamente il Trotting sullo scenario sportivo nazionale e apportando   grandi vantaggi agli interessi economici locali.

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