Coro di no alla proposta del governo sull’imputabilità dai quattordici anni, il Pd lancia una card
Unicef, Save the children, i penalisti, il cappellano del Beccaria. Continua a infoltirsi il coro delle voci che criticano il governo per la norma sull’imputabilità dai quattordici anni. Nell’agone politico la protesta che fa più rumore è quella del Pd. Una card diffusa sui social con Giorgia Meloni imbronciata e sopra la scritta: «Con lei anche i vostri figli possono andare in carcere». La premier ribatte puntuta: «Possono andare in carcere se delinquono. Per tutti gli altri stiamo lavorando perché possano crescere in un’Italia più sicura, con più opportunità e più futuro». Sull’argomento scrive La Stampa.
Salvini, che giovedì esultava per la «stretta anti-maranza», ieri lo definiva «un titolo giornalistico». Rivendicandone appieno i contenuti: «Se commetti un reato non ti puoi nascondere dietro la minore età. Anti-maranza è un titolo giornalistico. Fino a oggi, se uno commette un reato e ha 15 anni, si dice: “poverello, però è piccolino”. Con questa norma, a meno che non si dimostri che c’erano condizioni di particolare difficoltà, si è imputabili a 16 anni come si è imputabili a 20 anni. Dico che è giusto. Lo dico anche da genitore». Meloni stessa, rispondendo alla propaganda del Pd, la definisce una «norma di buonsenso».
L’opposizione attacca, parlando di «barbarie», «regressione», «demolizione della giustizia minorile»: «Nella folle corsa all’inseguimento di Vannacci il governo ci sta portando sulla porta dell’inciviltà» accusa il presidente dei senatori Pd Francesco Boccia. Per il M5s il governo «va avanti a colpi di galera»: «Dopo il decreto Caivano c’è stato un boom di minorenni in carcere, eppure l’allarme sociale è in crescita, non in calo. Il governo Meloni sta collezionando decreti legge, disegni di legge e fallimenti». Al contrario, il capogruppo di FdI nella bicamerale Infanzia e adolescenza, Fabrizio Rossi, non ha dubbi: «Il ddl rappresenta una svolta fondamentale per la sicurezza collettiva e la crescita consapevole delle giovani generazioni»





