Circolo Risorgimento accusa il Comune di Siena di usare due pesi e due misure
Il circolo Risorgimento dei Due Ponti, alle porte di Siena, commenta la posizione del Comune e dice che ci sono tante lodi per il palazzetto dello sport di Montarioso e nessuna parola per il valore sociale del circolo.
Le recenti dichiarazioni della sindaca di Siena Nicoletta Fabio in merito alla discussa ipotesi di acquisto del palazzetto del Costone (PalaOrlandi) offrono lo spunto per una riflessione profonda sulla scala di valori e sulle priorità di questa Giunta.
Intervenendo sulla struttura sportiva, la sindaca ha definito l’edificio come un bene dotato di un “valore sociale, educativo, formativo, storico e culturale”. Parole importanti, solenni, che descrivono perfettamente il ruolo che i presidi di aggregazione e le realtà storiche rivestono per la nostra comunità.
Ci si aspetterebbe, tuttavia, la medesima attenzione e lo stesso rispetto istituzionale quando si parla di luoghi altrettanto vitali per il tessuto sociale senese. Eppure, osservando l’atteggiamento dell’Esecutivo, si nota un imbarazzante e stridente divario. Appare infatti paradossale che parole così alte vengano spese per un palazzetto privato al centro di complesse discussioni economiche e patrimoniali, mentre sul futuro del Circolo Due Ponti – un vero e proprio presidio di socialità, storia e aggregazione per il quartiere e per la città, attualmente a rischio per fare spazio agli uffici della Questura – la Giunta, e in particolare il vicesindaco Michele Capitani nell’interrogazione di ieri, abbiano evitato di esprimere un analogo riconoscimento valoriale.
Dimenticare o sminuire il valore sociale, educativo e culturale di una realtà storica come il Circolo Due Ponti significa voltare le spalle ai cittadini, ai soci e a quel tessuto di associazionismo diffuso che rappresenta il vero cuore pulsante di Siena.
Un’amministrazione comunale all’altezza del proprio ruolo non può procedere a corrente alternata: non si possono usare superlativi e slanci di tutela per un’operazione immobiliare e, al tempo stesso, mostrare freddezza burocratica o silenzi assordanti di fronte a luoghi simbolo della quotidianità e della storia dei quartieri senesi. Chiediamo alla sindaca Fabio e al vicesindaco Capitani di riservare lo stesso calore, la stessa sensibilità e la medesima determinazione politica alla difesa dei luoghi vissuti dai cittadini, dimostrando coerenza tra i proclami e i fatti.





